Il 9 settembre Apple ha presentato il primo iPhone che si piega. Si chiama iPhone Duo, si apre a libro e ha due schermi: 5,4 pollici da chiuso, 7,6 da aperto. Parte da € 2.369 nella versione da 256 GB. I preordini aprono alle 14 di venerdì 16 ottobre e l'Italia è nel primo gruppo di paesi, con le consegne dal 23 ottobre.
Dal primo iPhone di Steve Jobs ad oggi, l'idea di iPhone è stata più o meno sempre la stessa. Con iPhone Duo Apple fa una nuova scommessa, chissà se avrà un mercato solido o diventerà il nuovo Apple Vision Pro.
Chiuso è un iPhone, aperto è un iPad mini #
La promessa del Duo si riassume in una frase, ed è la stessa che si ripete da anni sui pieghevoli a libro: un iPad mini non lo porti sempre con te, perché non entra in tasca. Se si piega a metà, entra.
Da chiuso il Duo è un iPhone tozzo, con un display esterno da 5,4 pollici che copre il 90 per cento della superficie di un iPhone 18 Pro. Su uno schermo così basso iOS 27 sposta di lato i comandi essenziali, e lo spazio in altezza che si libera va tutto al contenuto.
Da aperto il display interno da 7,6 pollici è il 50 per cento più grande di quello di un iPhone 18 Pro Max. Le app aggiornate si comportano come le versioni per iPad, su più colonne, e per la prima volta su iPhone arriva Split View, cioè due app affiancate. Si possono anche tenere aperte due finestre della stessa app, per esempio due schede di Safari, e salvare coppie di app da riprendere dopo. Fra i due pannelli si trascina: un'app da una metà all'altra, una foto dentro la conversazione aperta di fianco. Anche la tastiera si ridisegna a seconda di come si tiene il telefono.
I due display hanno lo stesso rapporto fra i lati, quindi il contenuto si ingrandisce in proporzione. È il dettaglio su cui Apple insiste di più, ed è anche quello che nell'uso conta di meno.
Il resto della scheda tecnica è di fascia alta e senza sorprese. Processore A20 Pro, lo stesso dell'iPhone 18 Pro, con una camera di vapore che lo tiene in temperatura. Due batterie, una per lato, gestite come se fossero una sola: fino a 31 ore di riproduzione video sul display interno, 44 su quello esterno. Scocca in titanio di grado 5, cerniera fatta di oltre cento componenti, resistenza ad acqua e polvere certificata IP68. Solo eSIM in tutto il mondo, senza carrellino per la SIM fisica.
Il confronto vero è con il Galaxy Z Fold 8 #
Il paragone che conta non è con l'iPhone di ieri: è con il pieghevole che Samsung vende da qualche mese, e che ha la stessa forma e le stesse funzioni.
Funzionalmente sono quasi identici. Due fotocamere posteriori, una principale e una ultragrandangolare. Il processore di punta della loro casa. Un'autonomia solida nonostante lo spessore da chiusi. Il lettore d'impronta nel tasto di accensione. Lo stesso formato a passaporto.
Il Fold 8 parte da 1.800 dollari, il Duo da 1.999. In Italia sono € 2.369. A parità di funzioni, Apple chiede circa duecento euro in più, e questo è il metro con cui va giudicato tutto quello che segue.
Quello che Apple mette in più non compare nelle specifiche: è nella lavorazione e nelle finiture, che si notano solo usandolo.
- L'animazione fra i due schermi. Sugli altri pieghevoli, alla chiusura del telefono passa un istante di buio prima che lo schermo esterno si accenda. Qui no: l'interfaccia si sfuoca e si allunga da un pannello all'altro, senza alcun ritardo. La ragione è tecnica: un nuovo motore di visualizzazione pilota i due display insieme, non uno alla volta.
- La piega quasi non si vede. Merito della cerniera e della piastra in titanio e fibra di carbonio che tiene il pannello piatto, ma soprattutto del rivestimento opaco sul display interno, che taglia i riflessi. Senza riflessi la linea centrale smette di risaltare. È al livello dell'Oppo Find N6, cioè la piega meno visibile vista finora su un pieghevole.
- La certificazione IP68. Fra i pieghevoli ce l'ha solo il Pixel 10 Pro Fold. Su un oggetto con una cerniera lunga quanto il telefono, è una promessa impegnativa.
- Si usa anche mezzo aperto. La cerniera tiene le posizioni intermedie e molte app si adattano: piegato a 90 gradi come un piccolo portatile, Netflix porta i controlli di riproduzione nella metà bassa. Appoggiato e bloccato diventa una sveglia da comodino. Il Fold 8 ha una molla troppo dura e le posizioni intermedie non le tiene.
- I tasti del volume sono in cima, non di lato. Sembra strano per un minuto, poi ci si accorge che il volume segue sempre la direzione del tasto: destra per alzare, sinistra per abbassare.
- Gli altoparlanti sono messi bene, uno in alto sul fronte e uno in basso sul retro. Aperto il telefono, ne resta uno per metà, e lo stereo si sente.
Apple non ha nominato sul palco due dettagli: il Duo ha MagSafe, e entro fine anno riceverà il supporto ad Apple Pencil con USB-C su tutti e due i display.
Dove il Duo perde #
Non sono difetti di gioventù. Sono scelte, e si pagano tutte nell'uso quotidiano.
- La fotocamera per i selfie è nascosta sotto il display interno. Così lo schermo resta continuo, o quasi: sulla superficie opaca si vede un puntino lucido in corrispondenza dell'obiettivo. Ma i pixel davanti all'obiettivo rovinano l'immagine, e il video che ne esce ha una qualità bassa anche con una buona luce. Non è una novità: Samsung ha adottato questa soluzione su diversi pieghevoli per qualche anno e ci ha rinunciato, perché la gente preferisce un foro nello schermo e una fotocamera che funziona.
- Da chiuso è pensato soprattutto per la mano destra. Il dock, i comandi delle app e la barra di stato occupano tutti il bordo destro, e le impostazioni, per il momento, non permettono di spostarli a sinistra.
- Nel dock entrano al massimo quattro icone.
- Il display esterno è asimmetrico, arrotondato a destra e squadrato a sinistra. Nell'uso non cambia niente, ma è il genere di dettaglio che alcune persone non accettano.
- Mancano tre caratteristiche già presenti sui concorrenti: le batterie al silicio-carbonio, la ricarica ultrarapida e un teleobiettivo vero. Lo zoom 2x della fotocamera principale è un ritaglio, non un'ottica dedicata.
Manca Face ID. L'impronta si legge dal tasto laterale e funziona allo stesso modo da aperto e da chiuso.
La battuta sulle barre nere #
Presentando il Duo, John Ternus ha detto degli altri pieghevoli che sembrano "due telefoni incollati insieme in modo goffo", e che i film ci finiscono dentro "racchiusi da barre nere sovradimensionate, che fanno sembrare piccolo uno schermo grande".
La battuta si è ritorta contro nel giro di poche ore, perché sul Duo succede lo stesso. Le app non ancora aggiornate girano nella loro forma verticale, dentro una cornice nera, senza usare il display grande. Apple lo ammette a suo modo, spiegando che gli sviluppatori possono adattarle con le nuove API. Netflix, Zoom e Slack erano pronte il primo giorno perché le ha coinvolte prima. Tutte le altre si adegueranno con i loro tempi.
Vale la pena segnalarlo non per la contraddizione, ma per quello che dice a chi sviluppa: è il problema strutturale di ogni schermo nuovo, e non lo risolve chi produce il telefono. Lo risolve chi scrive le app, una alla volta.
Cosa cambia per chi sviluppa siti web #
Sul web il problema delle cornici nere quasi non esiste, e per una ragione tecnica precisa: un sito costruito su misure responsive si adatta da solo. Chi usa larghezze fisse in pixel e senza media query, invece, resta con una colonnina stretta in mezzo a 7,6 pollici di schermo. È lo stesso difetto che si vede da anni sui tablet, solo più evidente.
Il problema nuovo è un altro, e non ha ancora una soluzione. Il sistema sa se il telefono sia aperto, chiuso o a metà, e sa dove passa la piega. Una pagina web no. Le due proprietà che servirebbero, cioè i segmenti di viewport e la posizione della cerniera, esistono come standard e altri browser, come Google Chrome, le espongono già. Safari no. Un sito su iPhone Duo aperto vede una finestra larga e basta, esattamente come la vedrebbe su un tablet.
Finché resta così, impaginare a due pannelli rispettando la piega è possibile solo dentro un'app nativa.
A chi lo vende, Apple #
Domanda legittima, soprattutto vista dall'Italia, dove di pieghevoli in giro se ne vedono pochissimi e spesso vengono scelti i modelli Flip per i nostalgici del Motorola Startac e Razr originale.
La risposta arriva da un dato di mercato: l'anno scorso in Cina, da sola, si sono venduti più pieghevoli che in tutto il resto del mondo messo insieme. Quel mercato esiste, è grande, e finora un cliente Apple non poteva entrarci senza cambiare sistema operativo. Adesso può.
Il resto del keynote, in breve #
Insieme al Duo sono arrivati iPhone 18 Pro e 18 Pro Max, disponibili dal 18 settembre. In Italia partono da € 1.489 e € 1.639, cioè 150 euro in più dei 17 Pro. Nella stessa giornata Apple ha ritoccato all'insù anche il listino dei modelli più vecchi che continua a vendere.
Il design non cambia. All'interno lavora l'A20 Pro a 2 nanometri, con il 50 per cento di banda di memoria in più, e sono numeri da verificare alla prova sul campo prima di stabilire quanto pesino. La Dynamic Island è più piccola del 25 per cento. Il merito è della fotocamera a infrarossi di Face ID, finita sotto il display nell'angolo in alto a sinistra. Con più spazio libero, ora entrano tre attività in tempo reale invece di due. L'autonomia dichiarata è di 24 ore sul Pro e di 30 sul Pro Max.
La novità vera dei due Pro è la fotocamera principale con apertura variabile su quattro valori: f/1.48, f/1.8, f/2.8 e f/4.0, scelti a mano dall'app Fotocamera. Il diaframma si apre e si chiude fisicamente, e con la luce giusta si vedono le lamelle muoversi. Samsung ci era arrivata otto anni fa con il Galaxy S9, ma con due sole aperture e un sensore molto più piccolo.
Un iPhone 18 base non è stato presentato, e non è una dimenticanza: il modello non Pro resta l'iPhone 17, e i modelli d'ingresso sono attesi nella prima parte del 2027. L'iPhone smette di uscire tutto insieme a settembre e si divide in due finestre.
È una buona notizia per due motivi. Un annuncio unico con cinque telefoni sullo stesso palco lascia sempre in fondo i due modelli che interessano a più gente, il base e l'economico. Separati, ognuno prende la sua giornata. E si allenta l'obbligo di aggiornare ogni dodici mesi un telefono che funziona benissimo.
Il rovescio è che oggi chi vuole un iPhone non Pro acquista un modello dell'anno scorso a prezzo pieno, sapendo che il successore esce fra pochi mesi. Non è una posizione comoda per il telefono che vende più di tutti.
Per chi costruisce cambia il calendario: il parco dispositivi non si aggiorna più in un'ondata sola a settembre, ma in due, a sei mesi di distanza. Le versioni di iOS in circolazione si mescolano più a lungo, e i dati di novembre dicono meno di quanto dicessero prima.
Completano l'annuncio Apple Watch Series 12 da € 459 e Apple Watch Ultra 4 da € 909. Condividono il chip S11 e il nuovo punteggio giornaliero Readiness, che incrocia sonno, attività e battito. Arrivano poi gli AirPods 5, da € 149: sono i primi a portare la cancellazione attiva del rumore su un auricolare aperto, e traducono in tempo reale.
iOS 27 esce il 14 settembre, mentre il Duo arriverà già con iOS 27.1. Con iOS 27 debutta anche la nuova Siri, in versione beta e solo in inglese: a ottobre si aggiungono francese, giapponese, coreano, portoghese e spagnolo. L'italiano non è fra le lingue annunciate, e su quando Apple Intelligence arriverà per intero in Europa non c'è ancora una data.
Neo e Duo #
Una coincidenza che vale la pena mettere agli atti, perché è raro vederla capitare due volte nello stesso anno.
Nel 2019 Microsoft annunciò due dispositivi a doppio schermo: Surface Neo, mai uscito e poi cancellato, e Surface Duo, uscito nel 2020 e tolto di produzione dopo poco. Nel 2026 Apple ha messo in commercio un portatile economico chiamato MacBook Neo, e adesso presenta l'iPhone Duo.
Sui nomi Apple aveva poco spazio di manovra, perché fold è di Samsung da sette anni. Ma pescare i due nomi che Microsoft aveva bruciato resta una coincidenza che si nota. Soprattutto se lo fa Apple.
Due domande aperte #
Se WebKit implementa i segmenti di viewport e la posizione della cerniera. Finché non succede, un sito non può trattare il Duo diversamente da un tablet, e il vantaggio resta tutto delle app native. La prima occasione utile per parlarne sarà il WWDC 27, la conferenza per gli sviluppatori del 2027.
Quante app saranno adattate il 23 ottobre, cioè il giorno in cui il dispositivo arriva nelle mani delle persone. È la misura che dirà se il problema delle cornici nere dura un mese o tre anni. Un po' come è successo con Apple Vision Pro.
Domande frequenti #
Quanto costa iPhone Duo e quando arriva in Italia? #
Parte da € 2.369 nella versione da 256 GB, e sale a € 2.619 per il taglio da 512 GB, € 3.119 per quello da 1 TB e € 3.869 per quello da 2 TB. I preordini aprono alle 14 di venerdì 16 ottobre, le consegne cominciano venerdì 23 ottobre. L'Italia è fra gli oltre 70 paesi del primo gruppo. La custodia costa € 89, la custodia Folio con supporto € 149.
Meglio iPhone Duo o Samsung Galaxy Z Fold 8? #
Hanno la stessa forma e le stesse funzioni. Il Fold 8 costa circa duecento euro in meno. Il Duo è avanti sulle finiture, sul passaggio fra i due schermi e sulla resistenza all'acqua, ed è indietro sulla fotocamera per i selfie, nascosta sotto il display interno. Per chi è già dentro l'ecosistema Apple, il Duo è il primo pieghevole acquistabile senza cambiare sistema operativo, e per molti la scelta finisce lì. Pesano, infine, la moda e le tendenze.
Che differenza c'è fra iPhone Duo e iPhone 18 Pro? #
Il processore è lo stesso, l'A20 Pro. Cambia il resto. Il Duo ha due schermi, si sblocca con l'impronta dal tasto laterale invece che con Face ID, e ha due fotocamere posteriori. L'iPhone 18 Pro ha un solo schermo, Face ID e la fotocamera principale con apertura variabile, che sul Duo non c'è. Il Duo costa circa mille euro in più.
Quest'anno non esce un iPhone base? #
No. Al keynote del 9 settembre sono stati presentati solo iPhone Duo, iPhone 18 Pro e iPhone 18 Pro Max. Il modello non Pro resta l'iPhone 17, e i modelli d'ingresso sono attesi nella prima parte del 2027.
Bisogna adattare un sito per iPhone Duo? #
Nella maggior parte dei casi no, se il sito è costruito su misure relative: aperto, il Duo si comporta come uno schermo grande, e un sito fatto bene si allarga da solo. Il problema riguarda i siti con larghezze fisse, che restano piccoli in mezzo al display. Riconoscere la piega e impaginare a due pannelli è un'altra faccenda, e per ora Safari non espone le proprietà che servirebbero.