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I dots di ChatGPT non sono ancora arrivati in Italia, Grok Bot sì

Sono gli agenti AI che lavorano da soli per giorni: in Europa OpenAI li offre solo alle aziende, e quelli di Meta, Google e Anthropic non ci sono ancora.

Il 21 ottobre Anthropic, l'azienda che sviluppa Claude, ha aperto la lista d'attesa di Claude Duet, un assistente che continua a lavorare anche quando il telefono e il computer di chi lo usa sono spenti. È l'ultimo di una serie: in pochi mesi quasi tutte le grandi aziende di intelligenza artificiale hanno presentato un agente "sempre acceso", cioè un programma che riceve un obiettivo, lo porta avanti per giorni su un computer tutto suo e si fa vivo quando ha finito o quando gli serve una decisione. Quello di OpenAI si chiama dots, quello di Meta Muse. Per xAI, l'azienda di Elon Musk che sviluppa Grok e che da ottobre si chiama SpaceXSI, sono i Grok Bot.

Per chi vive in Italia, però, la maggior parte di questi prodotti è stata annunciata ma non è ancora disponibile. Le versioni per privati di OpenAI, Google, Meta e Anthropic escludono l'Europa o sono limitate agli Stati Uniti, e nessuna delle aziende ha spiegato perché.

Agenti AI sempre accesi: cosa sono e cosa cambia rispetto a ChatGPT #

Un chatbot come ChatGPT risponde a un messaggio e si ferma quando la conversazione si chiude. Un agente di questo tipo invece riceve un incarico che dura nel tempo e lo segue da solo. OpenAI, nella guida ai dots, indica tre esempi: preparare una presentazione e aggiornarla quando arrivano dati nuovi, trasformare la trascrizione di un'intervista in note e post per i social, modificare un'applicazione scrivendo e provando il codice.

Per lavorare a chat chiusa, ogni agente dispone di un computer virtuale nei data center dell'azienda (il cosiddetto cloud), con un browser in cui resta collegato ai siti. Si collega alle app scelte dall'utente, come la posta, il calendario o Slack, e ricorda il lavoro fatto e le preferenze di chi lo usa. Gli agenti che aprono un sito e compilano un modulo sotto gli occhi dell'utente smettono di lavorare quando hanno finito il compito, mentre questi continuano anche dopo. Vanno quindi oltre la distinzione fra chatbot e agenti spiegata nell'articolo su ChatGPT e gli agenti AI.

Da OpenClaw a Claude Duet: come è cominciata la corsa #

L'idea non è nata in una grande azienda. OpenClaw, un progetto open source pubblicato su GitHub alla fine del 2025, installa sul computer di chi lo scarica un assistente che risponde su WhatsApp, Telegram, iMessage o Slack. È diventato uno dei progetti più popolari di GitHub, con più di 390mila "stelle", quelle con cui gli utenti della piattaforma indicano i progetti che apprezzano. Su OpenClaw Microsoft ha costruito Scout, il suo agente presentato a giugno e poi rinominato Autopilot.

Le grandi aziende si sono mosse tutte nel giro di sei mesi. Ha cominciato Google, a maggio, con Gemini Spark, che oggi si chiama Task. Tre mesi dopo Grok Bot, nato come prototipo interno di xAI, è diventato un prodotto, e il mese successivo, quasi insieme, Meta ha presentato Muse e OpenAI i dots, alla sua conferenza annuale per sviluppatori. L'ultima è stata Anthropic, due settimane dopo Gemini agent, la versione di Google per le aziende.

Otto schede in ordine di presentazione. OpenClaw, open source, novembre 2025: sì, su
            un computer tuo. Task di Google, ex Gemini Spark, maggio 2026: no, escluso lo
            Spazio economico europeo. Autopilot di Microsoft, ex Scout, giugno: no, anteprima per aziende.
            Grok Bot di xAI, agosto: sì, con alcuni piani a pagamento. Muse di Meta, settembre: no,
            solo Stati Uniti e Singapore. dots di OpenAI, settembre: solo con il piano aziendale.
            Gemini agent di Google, ottobre: no, in prova per aziende. Claude Duet di Anthropic,
            ottobre: no, solo Stati Uniti.
Gli agenti sempre accesi in ordine di presentazione, e quali può usare un privato in Italia. Illustrazione basata sugli annunci e sulla documentazione delle aziende.

Meta non ha pubblicato i dati sulla diffusione di Muse, che funziona anche dentro WhatsApp ed è gratuito per gli usi più comuni. Le stime delle società che misurano i download delle app, raccolte da TechCrunch, vanno da 2,3 a 4,3 milioni nelle prime settimane, a seconda di chi ha fatto il conto.

In Italia: quali agenti AI sono disponibili, e per chi #

Fra i prodotti commerciali per privati, Grok Bot è l'unico disponibile anche fuori da pochi paesi: la sua documentazione non esclude l'Europa. È incluso in alcuni abbonamenti a pagamento di X (ex Twitter), di Grok e di Cursor, l'azienda del programma omonimo per sviluppatori che fornisce i computer su cui lavorano i Bot. Ad agosto Cursor è stata comprata da SpaceX, il gruppo di Musk di cui fa parte anche xAI. Nell'Unione Europea manca solo una funzione: richiamare il Bot menzionandolo in un post su X.

I dots di OpenAI arrivano in Italia solo con gli abbonamenti aziendali. Con il piano personale Pro i dots non sono disponibili nello Spazio economico europeo, in Svizzera e nel Regno Unito. Business Premium, il piano per le aziende, li offre nei paesi in cui c'è ChatGPT, se l'account dell'azienda (workspace) rispetta i requisiti di OpenAI. Contano anche le impostazioni su dove vengono conservati i dati. OpenAI non ha detto se e quando i dots arriveranno in Europa anche con l'abbonamento Pro.

La differenza con gli Stati Uniti è molto grande: lì un privato può scegliere fra cinque agenti delle grandi aziende, in Italia ne ha uno solo, Grok Bot.

Agente Azienda In Italia, per un privato
Grok Bot xAI Sì, con alcuni piani a pagamento di X, Grok o Cursor
dots OpenAI No, solo con l'abbonamento aziendale Business Premium
Task (ex Gemini Spark) Google No, Google esclude lo Spazio economico europeo
Muse Meta No, Meta l'ha portato solo negli Stati Uniti e a Singapore
Claude Duet Anthropic No, anteprima solo negli Stati Uniti
Gemini agent Google No, in prova per alcune aziende
Autopilot Microsoft No, anteprima privata per aziende
OpenClaw, Hermes Agent progetti open source Sì, su un computer o un server tuo

Le due alternative open source funzionano ovunque, ma chiedono un lavoro che i prodotti commerciali risparmiano. OpenClaw gira su un computer di casa che deve restare acceso, mentre Hermes Agent, sviluppato dalla società di ricerca sull'intelligenza artificiale Nous Research, lavora su un server noleggiato. Tutti e due vanno collegati a un modello di intelligenza artificiale: o uno a pagamento, con una chiave di accesso (API key) di un fornitore come OpenAI o Anthropic, o uno installato sulla stessa macchina.

Perché l'Europa resta fuori: nessuno lo spiega #

OpenAI non spiega, né nell'annuncio né nella guida, perché in Europa i dots non siano disponibili con il piano personale. Non è la prima volta: le note di rilascio di ChatGPT riportano diverse funzioni per privati che al lancio non erano disponibili nello Spazio economico europeo, anche quelle senza un motivo. Anche Google, nella pagina di assistenza di Task, esclude lo Spazio economico europeo, e con lui la Nigeria. Apple invece, che non venderà HomeView nell'Unione Europea, ha spiegato il motivo: in Europa Siri AI non è disponibile su iOS.

Non è chiaro se le norme europee c'entrino. Nessuna delle fonti ufficiali di questi prodotti nomina il regolamento europeo sull'intelligenza artificiale (AI Act), quello sulla protezione dei dati (GDPR) o quello sui mercati digitali (DMA): ogni collegamento con queste leggi, per ora, è un'ipotesi. Dai documenti risulta solo che OpenAI porta i dots in Europa prima con i piani aziendali.

Cosa dai a un agente AI: account, memoria e approvazioni #

Per lavorare da solo, un agente di questo tipo ha bisogno di molti più permessi di un chatbot. Il dot di OpenAI può leggere di sua iniziativa i contenuti delle app collegate e annotare nella sua memoria quello che trova. Se poi l'app viene scollegata, le informazioni già raccolte restano, e per cancellarle bisogna eliminare il dot. Tutti i Bot di un utente lavorano invece su un solo computer di xAI, con file e accessi ai siti in comune, e la documentazione precisa che questi computer si trovano negli Stati Uniti.

Le aziende mettono dei limiti alle azioni più delicate. Un dot non cambia le password e non sposta denaro: quando un incarico lo richiede, si ferma e lascia che sia l'utente a concludere l'operazione. Claude Duet non può trasferire denaro fra conti né operare in borsa, nemmeno con un permesso esplicito, e fa acquisti solo dopo una conferma, con una carta virtuale valida per una sola spesa. Per le altre azioni di un dot, come condividere un file, pagare online o accedere a un sito, l'utente sceglie fra quattro impostazioni: il dot agisce da solo, agisce solo se l'utente lo ha autorizzato in anticipo, chiede ogni volta una conferma oppure lascia l'operazione all'utente. OpenAI però avverte che il dot può sbagliare anche nel seguire le regole che gli sono state date.

Quattro schede, dalla più autonoma alla meno: il dot agisce senza chiedere, agisce se l'hai
            autorizzato in anticipo, chiede prima di agire, lascia fare a te. Sotto, un riquadro
            verde: cambiare una password e trasferire denaro restano sempre a te.
Le quattro scelte che OpenAI offre per le azioni di un dot, e le operazioni che restano all'utente. Illustrazione basata sulla documentazione di OpenAI.

Se provi uno di questi agenti, ti conviene dargli all'inizio pochi accessi: collega solo le app che servono al primo incarico, con il permesso di leggere e non di scrivere, e, dove è possibile, usa un account separato, come quello di Slack che OpenAI prevede per i dots. Se invece un fornitore ti propone un agente che lavora da solo per la tua attività, chiedigli prima di tutto:

  • Su quale computer lavora l'agente, e in quale paese si trovano i dati?
  • Quali azioni può fare senza chiedermi conferma, e come posso deciderlo io?
  • Cosa resta nella sua memoria se scollego un'app o chiudo il servizio?

Prima di firmare, ricorda anche l'articolo sull'AI washing: non tutti i prodotti venduti come agenti lo sono. Se hai un caso concreto e vuoi capire quale agente sia adatto al lavoro, scrivimi.

Domande frequenti #

I dots di ChatGPT sono disponibili in Italia? #

Solo per le aziende. Con l'abbonamento personale Pro i dots non sono disponibili nello Spazio economico europeo, in Svizzera e nel Regno Unito. Con Business Premium, l'abbonamento aziendale, OpenAI li offre nei paesi in cui c'è ChatGPT, e quindi anche in Italia, se l'account dell'azienda rispetta i requisiti di OpenAI.

Cosa sono gli agenti AI sempre accesi? #

Sono assistenti basati sull'intelligenza artificiale che lavorano anche quando hai chiuso la chat. Ognuno ha un computer nel cloud con un browser, si collega alle app che scegli, come posta e calendario, e porta avanti un incarico per giorni, chiedendoti conferma per le decisioni importanti. Ne sono esempi i dots di OpenAI, Grok Bot di xAI, Muse di Meta e Claude Duet di Anthropic.

Grok Bot si può usare in Italia? #

Sembra di sì: la documentazione di xAI non esclude l'Europa per l'app di Grok Bot, che è inclusa in alcuni abbonamenti a pagamento di X, Grok e Cursor. Nell'Unione Europea l'unica funzione che manca è la chiamata del Bot nei post di X. I computer su cui lavorano i Bot si trovano negli Stati Uniti.

Che differenza c'è tra i dots e Grok Bot? #

Fanno lo stesso lavoro, con impostazioni diverse. I dots fanno parte di ChatGPT: usano la sua memoria e le app già collegate all'account, e ognuno ha un suo computer nel cloud. Grok Bot è un'app separata, legata all'account di Cursor: più Bot dello stesso utente lavorano su un solo computer, e chi ha un piano Teams di Cursor può condividere un Bot con i colleghi come si fa con un documento.

Esiste un agente AI sempre acceso gratuito? #

Muse di Meta non costa niente per gli usi più comuni, ma per ora è disponibile solo negli Stati Uniti e a Singapore. OpenClaw e Hermes Agent sono gratuiti e open source, e funzionano anche in Italia, ma girano su un computer o un server tuo e vanno collegati a un modello di AI, di solito a pagamento in base al consumo.

Fonti #

AIagenti AIchatbot

Chi scrive

Andrea Frison è uno sviluppatore veneziano e lavora sul web da oltre vent’anni. Laureato in Informatica, si occupa di prodotti, brand ed esperienze digitali dall’idea al codice: siti, web app e, sempre più spesso, strumenti che usano l’intelligenza artificiale.

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