Sabato 17 ottobre Gathin T., uno sviluppatore, ha pubblicato su X (ex Twitter) le foto della TV Xiaomi dei suoi genitori prima e dopo quello che ha chiamato un pomeriggio di vibe coding, cioè di programmazione affidata a un'intelligenza artificiale con richieste a parole. Prima, per aprire Netflix bisognava guardare una pubblicità; dopo, la schermata iniziale somigliava a quella di Apple TV. Per ottenere quel risultato si era affidato a Claude Code, il programma di Anthropic che scrive codice e lo esegue sul computer. Gli aveva indicato il modello della TV, e l'agente aveva trovato la TV sulla rete Wi-Fi, disattivato 25 app e servizi del produttore e creato una schermata iniziale nuova. Il post è stato visto più di sei milioni di volte in tre giorni.
Non era il primo a farlo: a fine agosto lo sviluppatore Mert Cobanov aveva affidato a Claude la pulizia della sua Android TV. Gathin però ha raccolto le istruzioni per l'agente in un progetto chiamato cleanyourtv e le ha pubblicate su GitHub, una piattaforma per la condivisione del codice molto usata dagli sviluppatori. Le liste di app da disattivare coprono ormai 80 modelli di 28 marchi, e il progetto ha raccolto più di 7.600 stelle, cioè segnalazioni di interesse di altri utenti della piattaforma. Le stelle non dicono quante persone abbiano ripulito la propria TV, e Gathin stima qualche migliaio. Il successo del progetto mostra comunque quanto siano cambiati i televisori: chi ne acquista uno non sceglie più quello che vede quando lo accende.
Perché le smart TV mostrano pubblicità #
Per alcuni produttori il televisore è diventato soprattutto un modo per vendere pubblicità. Nel 2023 Vizio, un produttore americano di televisori, vendeva i suoi apparecchi in media sotto costo e guadagnava con la pubblicità e con i dati raccolti dalle sue TV. Walmart, la più grande catena di supermercati degli Stati Uniti, ha acquisito Vizio alla fine del 2024 e ha scritto che il ramo pubblicitario «ora vale tutto l'utile lordo dell'azienda». Roku vende televisori e chiavette per lo streaming, ma nel secondo trimestre di quest'anno il 96 per cento del suo utile lordo è arrivato dalla piattaforma, cioè da pubblicità e abbonamenti, secondo un calcolo sui conti trimestrali.
La schermata iniziale è quindi lo spazio più prezioso, e infatti è in vendita. Google TV è il sistema di Google installato sulle TV di molti produttori, e nella sua schermata iniziale il video pubblicitario in cima parte da solo dopo tre secondi. Google stessa scrive nelle sue pagine di assistenza che «non puoi disattivare gli annunci»: l'utente può solo limitare l'uso dell'identificativo pubblicitario, il codice con cui le aziende riconoscono la TV. Anche in Italia Amazon vende spazi per video a tutto schermo, con l'audio, in cima alla schermata iniziale delle Fire TV. Samsung ha comunicato a giugno che venderà in tutto il mondo, con aste automatiche, le pubblicità della sua schermata iniziale, che non si possono saltare.
L'altro ricavo è meno visibile e molto più discusso. Molti produttori hanno un sistema di riconoscimento automatico dei contenuti (automatic content recognition, ACR), che capisce cosa si vede sullo schermo confrontandolo con un archivio di programmi e pubblicità: Samsung spiega agli inserzionisti che il proprio sistema cattura un'immagine dello schermo ogni mezzo secondo. Uno studio dell'University College London e di altre due università ha misurato i dati che le TV Samsung e LG inviano in rete. Così ha scoperto che il riconoscimento funziona anche con quello che arriva dal cavo HDMI, cioè da un decoder, da una console o da un computer, mentre si ferma dentro le app di Netflix e YouTube.
Nel dicembre del 2025 il procuratore generale del Texas ha fatto causa a Samsung, LG e altri tre produttori, e Samsung e LG nei mesi successivi si sono impegnate a chiedere il consenso dei clienti prima di attivare il riconoscimento. In Europa il consenso è già obbligatorio: la legge lo chiede per leggere dati dall'apparecchio di un utente, come per i cookie dei siti. LG dichiara che sulle sue TV il riconoscimento è spento finché l'utente non lo accende. Nel Regno Unito però lo stesso studio ha trovato la casella del consenso già spuntata nella prima configurazione. In Italia le smart TV sono 25,4 milioni, secondo l'indagine annuale di Auditel, e su quelle vendute qui nessuno ha ancora fatto la stessa verifica.
Come un agente AI ripulisce una Android TV #
Il metodo funziona solo sulle TV con Android TV o Google TV, come quelle di Sony, TCL, Xiaomi, Philips e Hisense. Android include infatti uno strumento pensato per gli sviluppatori di app, ADB (Android Debug Bridge), che permette di dare comandi al sistema da un computer collegato. Per usarlo bisogna attivare le opzioni sviluppatore nelle impostazioni della TV, e la prima volta chi è davanti alla TV deve confermare con il telecomando che il computer è autorizzato.
Le istruzioni di cleanyourtv descrivono così il lavoro dell'agente. Il metodo non è stato provato su una TV per questo articolo. L'agente si collega alla TV attraverso la rete di casa, salva l'elenco delle app e delle impostazioni, poi divide le app del produttore in categorie: statistiche d'uso, pubblicità, canali gratuiti con pubblicità, servizi accessori. Le disattiva a piccoli gruppi, controllando dopo ogni passo che la TV funzioni ancora, e non tocca le app indispensabili, come quelle del telecomando, degli ingressi HDMI e del Play Store. Infine installa una schermata iniziale nuova (launcher) e chiude l'accesso.
Le app di sistema non vengono cancellate. Si trovano in una parte della memoria protetta in sola lettura, che il dispositivo controlla a ogni accensione. ADB può disattivarle o disinstallarle per l'utente in uso, ma non cancellarle, e un ripristino delle impostazioni di fabbrica rimette tutto com'era.
Sono comandi che esistono da anni e che si potevano dare anche a mano. L'agente però si occupa della parte difficile, cioè sapere quali app preinstallate si possono disattivare senza danni, e trasforma un lavoro da appassionati in una semplice richiesta scritta. È questa la differenza fra un agente e un normale chatbot: l'agente esegue da sé i comandi che l'altro si limiterebbe a suggerire, come spiega l'articolo su ChatGPT e gli agenti AI.
Sulle TV Samsung e LG il metodo non funziona, perché i loro sistemi, Tizen e webOS, non danno all'utente un accesso simile, e su LG gli aggiornamenti hanno eliminato su quasi tutti i modelli le falle che permettevano di ottenere il controllo completo. Sulle Fire TV di Amazon le app si possono disattivare, ma il sistema non permette di sostituire la schermata iniziale.
Sulle Android TV invece l'agente può costruire una schermata iniziale di qualunque aspetto, e Gathin ha scelto di farla somigliare a quella di Apple TV. Nei due giorni successivi altri utenti di X hanno mostrato quelle che si erano fatti costruire da Claude. Il designer Robbie Tilton ha trasformato la schermata della sua TV in una città dei Pokémon disegnata come un gioco del Game Boy Color, dove per aprire un'app si entra in un edificio. Un altro utente, Rod Pers, ha messo al posto della pubblicità un modello 3D del suo appartamento, in cui le luci si accendono insieme a quelle vere.
I rischi di ripulire una smart TV con un agente AI #
Del rischio più citato, una TV resa inservibile, finora non ci sono casi documentati. TechCrunch, un sito americano di tecnologia, ha riportato il caso di una persona che diceva di aver rotto la sua Android TV con Claude, ma si trattava di un commento anonimo su X, senza il modello della TV né altri dettagli. Le segnalazioni documentate nelle pagine dei progetti su GitHub sono di altro tipo: una Sony rimasta bloccata sulla schermata di avvio e recuperata con il ripristino di fabbrica, una Xiaomi che perdeva il Wi-Fi ogni minuto, una chiavetta che si riavviava di continuo. In tutti e tre i casi l'apparecchio è tornato a funzionare, a costo di perdere un pomeriggio e le impostazioni.
I rischi più seri riguardano la sicurezza. La maggior parte delle liste disattiva anche il servizio che scarica gli aggiornamenti, e la TV smette così di ricevere le correzioni di sicurezza finché qualcuno non riattiva il servizio: è il rischio più concreto.
L'altro pericolo dipende da un passaggio che è facile dimenticare. L'accesso ADB attraverso la rete non è cifrato, e su alcuni modelli permette a qualsiasi dispositivo collegato allo stesso Wi-Fi di dare comandi alla TV, senza chiedere conferma. Per questo le istruzioni di cleanyourtv chiedono di chiudere l'accesso a lavoro finito: nelle opzioni sviluppatore della TV vanno spenti il debug USB e quello di rete, poi la TV va riavviata. Non è una precauzione teorica. A dicembre del 2025 i ricercatori di sicurezza hanno descritto Kimwolf, una botnet, cioè un insieme di apparecchi infettati e controllati a distanza. Era arrivata a circa 1,8 milioni di dispositivi, soprattutto decoder Android economici e non certificati che tenevano ADB attivo e senza protezione fin dalla fabbrica.
Non è chiaro invece cosa succeda alla garanzia. Nessuna norma e nessuna sentenza dicono che disattivare le app preinstallate la faccia decadere, e due siti italiani che hanno raccontato il fenomeno sostengono uno il contrario dell'altro.
Come ridurre pubblicità e tracciamento senza toccare il software #
Per limitare i dati che la TV raccoglie non serve un agente. Puoi spegnere il riconoscimento dei contenuti dal menu della TV: sulle smart TV Samsung e LG le voci sono fra i termini e le condizioni accettati alla prima accensione, e i nomi cambiano secondo il modello e l'anno. Spegnerlo non toglie la pubblicità dalla schermata iniziale, ma ferma l'invio dei dati su quello che guardi.
Se usi la TV solo come schermo, puoi staccarla da internet e affidarti a un apparecchio esterno, come una Apple TV o una chiavetta: è il primo consiglio della guida alle TV non smart di Ars Technica, una rivista online americana di tecnologia. È il passaggio decisivo, perché se la TV resta connessa riconosce anche quello che arriva dal cavo HDMI.
Smart TV in negozio e in ufficio: cosa controllare #
Anche le TV di un'attività mostrano pubblicità e raccolgono dati. In vetrina o in sala d'attesa, una smart TV connessa mostra la pubblicità scelta dal produttore quando non trasmette altro, e in sala riunioni può analizzare anche le presentazioni che arrivano dal computer. Per uno schermo di lavoro bastano tre domande: il riconoscimento dei contenuti è spento? La TV ha bisogno di internet, o basta il computer collegato? Le opzioni sviluppatore sono chiuse? L'ultima conta più delle altre se qualcuno ha già provato a ripulire la TV dell'ufficio, perché l'accesso ADB lasciato attivo mette la TV a disposizione di chiunque sia collegato alla rete aziendale.
Cosa resta da capire #
Il fenomeno non ha ancora ricevuto commenti pubblici dai produttori, e non è chiaro se e come risponderanno. Dal 2027 Google chiederà agli sviluppatori di tutto il mondo di registrarsi con la propria identità per distribuire app sui dispositivi Android certificati, ma nella sua documentazione scrive che il funzionamento di ADB resterà lo stesso: il metodo di cleanyourtv non dovrebbe quindi cambiare. Dal dicembre del 2027 il Cyber Resilience Act, il regolamento europeo sulla sicurezza dei prodotti connessi, chiederà di proteggere programmi e configurazioni da modifiche che l'utente non ha autorizzato, e non è chiaro come i produttori lo applicheranno a strumenti come ADB.
Amazon intanto ha scelto un'altra strada. Le nuove chiavette Fire TV funzionano con Vega OS, un sistema che non deriva più da Android e non include ADB: per installare app che non arrivano dallo store di Amazon serve un account da sviluppatore, e il metodo di cleanyourtv resta escluso.
Domande frequenti #
Perché c'è chi ripulisce la smart TV con l'AI? #
Per togliere la pubblicità dalla schermata iniziale, i servizi che raccolgono dati e le app inutili, senza conoscere i comandi tecnici. Su Android TV e Google TV un agente AI come Claude Code trova la TV in rete e disattiva le app del produttore seguendo istruzioni scritte da altri utenti.
Cos'è il vibe coding? #
È la programmazione affidata a un'intelligenza artificiale: descrivi a parole il risultato, e il programma scrive ed esegue il codice. Il termine è stato coniato nel 2025 dall'informatico Andrej Karpathy. Chi ripulisce una smart TV con Claude Code fa questo: chiede all'agente di togliere la pubblicità, senza scrivere i comandi.
Perché la smart TV mostra pubblicità? #
Perché alcuni produttori guadagnano più con la pubblicità e con i dati di visione che con la vendita dell'apparecchio: nel secondo trimestre del 2026 la piattaforma valeva il 96 per cento dell'utile lordo di Roku. La schermata iniziale è lo spazio che vendono agli inserzionisti.
Si può togliere la pubblicità dalla smart TV? #
Non dalle impostazioni della TV. Sulle Android TV sì, disattivando le app pubblicitarie con lo strumento per sviluppatori di Android. Per ridurre i dati raccolti puoi spegnere il riconoscimento dei contenuti, o staccare la TV da internet e usare un apparecchio esterno.
Ripulire la smart TV con Claude Code è sicuro? #
In gran parte sì: le modifiche si annullano con un ripristino di fabbrica, e non ci sono casi documentati di TV rotte in modo permanente. I rischi riguardano la sicurezza: la TV può smettere di ricevere gli aggiornamenti, e l'accesso per sviluppatori lasciato acceso la espone agli altri dispositivi della rete.
Si può togliere la pubblicità dalle smart TV Samsung e LG? #
Non con un agente AI. Il metodo funziona sulle TV con Android TV o Google TV, come Sony, TCL, Xiaomi, Philips e Hisense. I sistemi di Samsung e LG non danno all'utente lo stesso accesso. Dalle impostazioni puoi però disattivare il riconoscimento dei contenuti, che riduce i dati raccolti ma non la pubblicità.
Fonti #
- Gathin T., cleanyourtv, istruzioni e liste per modello
- TechCrunch, Chi usa l'AI per far tornare semplici le smart TV
- Google, Pubblicità e identificativo pubblicitario su Google TV
- University College London e altri, Studio sul riconoscimento dei contenuti nelle smart TV
- Procuratore generale del Texas, Accordo con Samsung sui dati di visione