Nel 2022 Google decise di togliere da Chrome il supporto sperimentale a JPEG XL, un formato di immagini pensato per sostituire il JPEG. Secondo l'azienda non c'era «abbastanza interesse da parte dell'intero ecosistema», e il nuovo formato non portava vantaggi sufficienti rispetto a quelli già in uso. La decisione fu molto criticata da sviluppatori e aziende, ma per qualche anno Safari rimase l'unico browser importante in grado di mostrare le immagini JPEG XL.
A riaprire la questione è stata Mozilla, l'organizzazione che sviluppa Firefox. Il programma che decodifica le immagini JPEG XL, cioè che trasforma il file nei pixel da mostrare sullo schermo, era scritto in C++ e contava più di centomila righe: per Mozilla era troppo codice da aggiungere al browser senza rischi per la sicurezza. Nel 2024 il gruppo di Google Research che lavora al formato si è impegnato a scriverne uno nuovo, più piccolo, in Rust, un linguaggio che protegge dagli errori di gestione della memoria.
Quel programma si chiama jxl-rs, ed è il motivo per cui JPEG XL ora torna. Google lo ha inserito in Chrome, che dalla versione in uscita il 6 ottobre mostrerà le immagini JPEG XL senza bisogno di attivare niente, e una settimana dopo farà lo stesso Firefox. Chi sviluppa siti web usa già da anni due formati più leggeri del JPEG, WebP e AVIF, e ora può chiedersi se convenga aggiungerne un terzo.
JPEG XL in Chrome: su quali browser funziona #
Chrome 155 riconoscerà il formato sui computer, sui telefoni Android e nelle app che aprono pagine web con il componente di sistema di Android (WebView). Microsoft Edge, che è costruito sullo stesso codice di Chrome, lo aggiungerà pochi giorni dopo, mentre Firefox lo attiverà per tutti con la versione 158.
Safari mostra le immagini JPEG XL già da tre anni, su Mac, iPhone e iPad. Su iPhone anche Chrome si appoggia al motore di Safari, e quindi le visualizza già. Restano fuori Samsung Internet, il browser preinstallato sui telefoni Samsung, e Opera. Safari, poi, non riproduce le immagini JPEG XL animate, che invece sono previste dal formato.
JPEG XL, WebP e AVIF: quanto pesano alla stessa qualità #
Confrontare formati di immagini con lo stesso valore di "qualità" porta fuori strada: un JPEG salvato a qualità 80 e un AVIF compresso a qualità 80 non hanno la stessa resa, perché ogni programma ha la sua scala. Il confronto corretto fissa la qualità percepita e misura quanto pesa ogni formato per raggiungerla.
Per questo articolo i quattro formati sono stati confrontati con SSIMULACRA2, una metrica che stima quanto un'immagine compressa si discosti dall'originale per l'occhio umano, su una scala che arriva a 100. La soglia scelta è 80, una qualità molto alta: chi guarda l'immagine accanto all'originale, alla stessa dimensione, di solito non nota differenze. La metrica è stata sviluppata dallo stesso gruppo che lavora a JPEG XL, e quindi potrebbe favorirlo.
Le prove sono state fatte su due foto di paesaggio scattate con una reflex, di pubblico dominio e ridotte a 2000 pixel di larghezza, una misura comune per le foto grandi sugli schermi ad alta densità. JPEG XL ha prodotto file fra il 22 e il 32 per cento più leggeri del JPEG, e ha battuto anche WebP, con un risparmio fra il 13 e il 18 per cento. AVIF però ha fatto meglio di tutti: i file JPEG XL pesavano dall'11 al 27 per cento più di quelli AVIF.
Con un'immagine che non era una foto, la schermata di una pagina con testo, pulsanti e un grafico, il distacco è cresciuto: il file AVIF pesava meno della metà di quello JPEG XL. Alzando la soglia di qualità a 90, invece, i due formati si sono avvicinati, fino ad avere quasi lo stesso peso su una delle due foto.
JPEG XL è però più veloce: ha compresso le foto in un terzo del tempo di AVIF. Il dato conta per chi converte migliaia di immagini su un server, ma dipende molto da come è configurato ogni programma.
JPEG XL e i JPEG esistenti: meno peso senza perdita #
JPEG XL permette anche un'operazione che WebP e AVIF non prevedono: convertire un JPEG senza ricomprimere l'immagine. Il programma conserva i dati del JPEG e li riorganizza in modo più efficiente, e dal nuovo file, se serve, si ricava il JPEG di partenza, identico byte per byte. Con gli altri formati, invece, ogni conversione è una nuova compressione, che toglie dettagli a un'immagine già compressa.
Il risparmio dipende da come era stato creato il JPEG. Sulle foto già ottimizzate è stato dell'11 per cento, su quelle esportate con le impostazioni predefinite del 15, e sui file a piena risoluzione usciti da un programma di fotoritocco è arrivato al 19. Le due foto della NASA che illustrano questo articolo, scaricate dall'archivio dell'agenzia, sono scese del 27 e del 30 per cento. In tutti i casi il JPEG ricostruito era identico all'originale. Per un negozio online con decine di migliaia di foto dei prodotti, o per l'archivio di un fotografo, è un risparmio senza alcun rischio per la qualità.
Come usare JPEG XL in un sito web con l'elemento picture #
I browser senza JPEG XL resteranno in circolazione per anni, quindi la foto va inserita
con l'elemento <picture>, che propone più versioni della stessa immagine e lascia
scegliere al browser:
<picture>
<source srcset="foto.jxl" type="image/jxl">
<img src="foto.jpg" alt="La costa orientale degli Stati Uniti di notte"
width="2000" height="1125">
</picture>
Il browser legge gli elementi <source> in ordine e scarica il primo in un formato che
conosce; se non ne trova nessuno, carica l'immagine indicata in <img>. La prova è
stata fatta su una pagina con un JPEG e la sua conversione JPEG XL: Chrome senza
l'opzione sperimentale ha caricato il JPEG, e dopo averla attivata il file JPEG XL, senza
modifiche al codice.
Per le foto nuove conviene ancora AVIF, che tutti i browser principali riconoscono da
quasi due anni. Chi vuole offrire entrambi i formati può aggiungere un elemento
<source> per ciascuno e mettere per primo il più leggero per quel tipo di immagine,
perché il browser si ferma al primo che conosce.
JPEG XL nei siti web: cosa cambia per chi sviluppa #
Per un sito che oggi usa JPEG e WebP, l'arrivo di JPEG XL non rende urgente cambiare niente: AVIF resta la scelta più leggera per le immagini nuove, e pesa già meno di WebP. JPEG XL diventa interessante dove ci sono molti JPEG da conservare, come cataloghi, archivi fotografici e siti di notizie con anni di immagini. Lì alleggerisce i file senza che la qualità di ogni foto vada scelta di nuovo, e l'originale resta sempre recuperabile.
Immagini più leggere accorciano soprattutto il caricamento della pagina, che Google misura separatamente dalla risposta ai clic, come spiega l'articolo sui siti web veloci ma lenti ai clic.
Non è chiaro quanto in fretta adotteranno il formato i servizi che convertono le immagini in automatico, come i plugin dei CMS e le CDN, le reti che consegnano i contenuti dei siti. Per una parte dei siti sono loro a scegliere il formato delle immagini, senza che nessuno tocchi il codice.
Domande frequenti #
Cos'è JPEG XL? #
JPEG XL è un formato di immagini standardizzato dall'ISO, pensato per sostituire il JPEG: comprime meglio, supporta trasparenza, HDR e animazioni, e può convertire i JPEG esistenti senza perdita di qualità. Da metà ottobre 2026 è disponibile in Chrome, Edge, Firefox e Safari.
Chrome supporta JPEG XL? #
Sì, dalla versione 155, in uscita il 6 ottobre 2026, su Windows, macOS, Linux, ChromeOS e Android, senza opzioni da attivare. Da Chrome 145 a 154 JPEG XL era disponibile solo attivando un'opzione sperimentale. Su iPhone e iPad Chrome usa il motore di Safari, che lo supporta da iOS 17.
Quali browser supportano JPEG XL? #
Safari dalla versione 17, uscita nel 2023, su Mac, iPhone e iPad, ma senza le immagini animate. Chrome dalla 155, il 6 ottobre 2026, ed Edge dalla 155, attesa la settimana dell'8 ottobre. Firefox dalla 158, il 13 ottobre 2026. Samsung Internet e Opera non lo supportano ancora.
JPEG XL è meglio di AVIF? #
Per le foto nuove no: nelle prove, a parità di qualità visiva, i file JPEG XL sono stati dall'11 al 27 per cento più pesanti di quelli AVIF. JPEG XL vince invece sui JPEG esistenti, che può convertire senza perdita, e nelle prove ha compresso più in fretta.
JPEG XL o WebP? #
Nelle prove, a parità di qualità visiva, JPEG XL ha prodotto file dal 13 al 18 per cento
più leggeri di WebP. WebP però funziona anche nelle versioni dei browser di qualche anno
fa e in Samsung Internet, mentre per JPEG XL serve una copia in un altro formato, da
offrire con l'elemento <picture> ai browser che non lo riconoscono.
Come si converte un JPEG in JPEG XL senza perdere qualità? #
Con cjxl, il programma di riferimento del formato: cjxl foto.jpg foto.jxl converte
il JPEG senza ricomprimerlo, e djxl foto.jxl ricostruita.jpg ricostruisce il file di
partenza identico byte per byte. Nelle prove il risparmio è stato fra l'11 e il 30 per cento, a seconda di come era stato salvato il JPEG.
Fonti #
- Chrome Platform Status: supporto a JPEG XL in Chrome
- Mozilla: JPEG XL attivo in modo predefinito in Firefox
- Mozilla: la richiesta di un decoder in Rust
- MDN: formati di immagine supportati dai browser
- libjxl: jxl-rs, il decoder in Rust