Un'isola da raccontare
Le botteghe, raccontate da chi le conosce
Artsystem è un'impresa culturale veneziana fondata nel 2007 da Anna Fornezza, storica dell'arte. Riunisce conservatori, architetti, archeologi e pedagogisti, e progetta percorsi e strumenti didattici per enti pubblici e privati, dalla Fondazione Giorgio Cini al Museo di Palazzo Mocenigo. Per Artsystem Andrea Frison ha firmato anche l'identità visiva di Edu Day, la giornata in cui i musei del Veneto presentano la loro offerta agli insegnanti.
Insieme a Confartigianato Venezia, Artsystem porta da anni il pubblico dentro le botteghe di Murano e Burano, a contatto con gli artigiani, e di recente ha cominciato a proporre queste visite anche in chat. Fra queste c'è MyBurano, una passeggiata nei laboratori di merletto e di vetro dell'isola raccontata in prima persona da Remigio Barbaro, lo scultore buranello autore della statua di Baldassare Galuppi in piazza.
Un testo d'autore, intatto
Un percorso culturale è un testo d'autore, con una voce, un ritmo e dei bivi. Veny lo porta intatto sul telefono di chi visita, senza un'app da scaricare né un account da creare, e lo lascia nelle mani di chi lo scrive: gli autori di Artsystem lo costruiscono sul posto, insieme agli artigiani, e lo aggiornano a ogni novità.
Il nome e la voce
Veny
Un prodotto che nasce da un progetto spesso ne eredita il nome, e con il nome i confini. MyBurano racconta bene la prima passeggiata, ma lo strumento deve poter raccontare qualsiasi luogo: un'altra isola, una mostra, le sale di un museo.
Veny conserva la radice di Venezia, la città in cui il progetto è nato, e nel suono richiama «vieni», l'invito con cui comincia ogni visita. È breve, e suona naturale in qualsiasi lingua.
Il logo
Il logo è una V dai tratti pieni e morbidi, che da sola diventa l'icona dell'app. Durante la visita Veny resta ai margini e lascia la scena al narratore, ai luoghi e alle immagini: ogni percorso conserva la propria identità, e Veny si riconosce senza mettersi in primo piano.

Remigio, il narratore
Remigio Barbaro ha passato tutta la vita a Burano, e nel percorso si presenta come «lo scultore che viveva tra le barene». Parla in prima persona e conduce il visitatore per le calli dove è cresciuto. Per il narratore Andrea Frison ha creato un ritratto illustrato: baffi bianchi, sorriso largo, lo studio pieno di sculture e la finestra aperta sulle case colorate dell'isola.
Il ritratto accompagna ogni messaggio, mentre la fotografia vera arriva solo alla fine, quando Remigio si congeda.

Parola per parola
Niente da inventare
Oggi chi sente parlare di chatbot pensa a un modello linguistico che risponde a qualsiasi domanda. In un percorso culturale quella libertà diventa un rischio: un modello generativo può inventare un orario, un nome o una data con la stessa sicurezza con cui riporta un fatto vero, e chi visita un'isola per la prima volta non ha modo di accorgersene.
Veny funziona al contrario. La conversazione è scritta per intero in anticipo: due visitatori che fanno le stesse scelte leggono le stesse frasi, e ogni informazione è stata verificata sul posto.
Ogni parola sullo schermo l'ha scritta chi ha curato il percorso.
La voce di una persona vera
Remigio Barbaro è esistito davvero. Un modello generativo gli metterebbe in bocca frasi che non ha mai detto, sotto il suo nome e accanto al suo volto. In Veny le battute del narratore vengono da una ricerca, e chi le ha scritte ne risponde.
Lo stesso vale per gli artigiani. Il racconto di ogni bottega è concordato con chi ci lavora, e una risposta improvvisata su un laboratorio o su un prodotto rischierebbe di tradire quell'accordo.
Un percorso con la sua forma
Un buon percorso ha una struttura: un inizio, alcune soste, qualche sorpresa, un congedo. In una chat libera diventerebbe una serie di domande e risposte senza un ordine. Con le scelte guidate il visitatore decide dove andare, e la visita conserva la forma che gli autori le hanno dato.
Leggera e riservata
Non c'è un modello da interrogare: tutti i messaggi sono già sul telefono. La conversazione non aspetta la risposta di un server, e nessuna domanda ha un costo. Le scelte del visitatore, poi, non escono dal telefono: non c'è un server che le riceva.
Un tocco al posto della tastiera
Chi cammina usa il telefono con una mano sola, spesso mentre attraversa un ponte. Per questo in Veny non c'è niente da digitare: il visitatore avanza toccando una parola, la risposta a un piccolo quiz o un'emoji. Il visitatore risponde come a un messaggio, senza bisogno di istruzioni.

Al passo di chi cammina
Una tappa alla volta
Remigio comincia chiedendo «Dove ti trovi?», e il percorso parte da lì, dal pontile o dalla prima bottega. Poi la conversazione segue il ritmo della passeggiata: la tappa successiva arriva quando il visitatore risponde «CI SONO», e le fotografie compaiono quando servono, per riconoscere un campanile o un'insegna.
Ogni messaggio è preceduto dai tre puntini di chi scrive e poi appare per intero, mai lettera per lettera, così anche uno screen reader lo legge senza interruzioni.

Dall'ultima tappa
Una visita alle botteghe dura ore, fra soste e incontri, e intanto il telefono finisce in tasca. Quando il visitatore riapre il percorso, Veny riparte dall'ultima tappa.
Anche senza rete
In laguna il segnale va e viene. Appena la visita comincia, Veny salva sul telefono testi e fotografie, e il racconto prosegue anche dove la rete non arriva.


Sulla schermata Home
Il percorso può anche entrare nella schermata Home del telefono, accanto alle altre app. Dall'icona di Veny si apre a tutto schermo, come un'app installata.

Una sola storia, in ogni lingua
In Veny la struttura del percorso, cioè i passaggi, le immagini e i collegamenti, è separata dai testi. Ogni lingua è un file a parte: il percorso può parlare qualsiasi lingua, e una nuova traduzione lascia intatta la struttura.

Per chi scrive
L'editor
Gli autori lavorano in un editor visuale. Ogni passaggio mostra le sue traduzioni affiancate, ogni risposta dice dove porta, e un'anteprima riproduce la schermata come la vedrà il visitatore. Le fotografie vengono da una galleria, e appena salvato il percorso è online.
Nessun vicolo cieco
In un percorso ramificato basta un collegamento sbagliato per lasciare il visitatore senza uscita. L'editor segnala le risposte che puntano a un passaggio inesistente e i passaggi che nessuno raggiunge più, e quando un passaggio cambia nome aggiorna da solo ogni riferimento.

Un link, nessun account
Per entrare basta un link. Artsystem lo crea dall'area riservata, con le date di validità, e lo invia a chi partecipa. Il link è firmato, quindi nessuno può alterarlo, e alla scadenza il percorso si chiude da solo.
Veny non chiede dati personali e non ha un database: tutto ciò che serve per aprire il percorso è scritto nel link.

Oltre Burano
Ogni luogo, il suo narratore
Veny non appartiene a un luogo. Ogni nuovo percorso porta con sé la sua struttura, i suoi testi e le sue immagini, e può avere un narratore con un nome e un volto propri. Lo stesso strumento può accompagnare una classe in una mostra, un gruppo in un quartiere o il pubblico di un museo da una sala all'altra: è la didattica museale e territoriale che Artsystem pratica da quasi vent'anni.
Il metodo
Prima di scrivere il codice, Andrea Frison ha fissato le scelte di fondo: la struttura separata dai testi, il link al posto dell'account, nessun database. Poi ha scritto il codice con Claude Code, l'assistente di programmazione di Anthropic, rivedendo ogni modifica, e prima della consegna ha fatto una verifica di sicurezza.
L'intelligenza artificiale è servita quindi a costruire Veny, ma non parla al visitatore: un errore nel codice emerge e viene corretto prima della consegna, mentre una frase sbagliata arriverebbe dritta a chi cammina.
Domande frequenti
Che cos'è Veny?
Veny è una web app che trasforma un percorso culturale in una chat con un narratore. L'ha realizzata Andrea Frison per Artsystem. Chi la usa sceglie fra risposte già scritte, senza scaricare un'app e senza creare un account.
Chi è Remigio, il narratore di Burano?
Remigio Barbaro (1911-2005) è stato uno scultore di Burano, dove ha passato tutta la vita. Nel percorso MyBurano parla in prima persona, con un ritratto illustrato, e accompagna il visitatore nei laboratori di merletto e di vetro.
Veny usa l'intelligenza artificiale?
No. Ogni messaggio di Veny è scritto dagli autori del percorso, e il visitatore sceglie fra risposte predefinite. Un modello generativo potrebbe dare informazioni sbagliate, mentre in un percorso a piedi ogni indicazione deve essere esatta.
Come si apre un percorso di Veny?
Con un link che Artsystem crea dall'area riservata. Il link vale per un solo percorso e per un periodo stabilito, e si apre nel browser del telefono.
Veny funziona senza connessione?
Sì. All'inizio della visita Veny salva sul telefono i testi e le fotografie del percorso, e la visita prosegue anche dove la rete manca. Chi vuole può anche aggiungerlo alla schermata Home e aprirlo come un'app, senza scaricare nulla da uno store.
In quali lingue è disponibile?
In qualsiasi lingua. Ogni lingua è un file di testi separato, quindi una nuova traduzione non cambia il percorso.
Chi può modificare i testi di un percorso?
Gli autori di Artsystem, dall'editor visuale dell'area riservata: correggono le frasi, cambiano le fotografie e i collegamenti fra i passaggi e pubblicano in autonomia.
Chi ha realizzato Veny?
Andrea Frison, sviluppatore di siti web e web app a Venezia, che ne ha curato il naming, l'identità visiva, le illustrazioni, il product design, l'interfaccia, l'editor e il codice.
Chi ha progettato
Andrea Frison progetta e sviluppa siti web, app e identità visive. Vive a Venezia in centro storico, è laureato in Informatica a Ca’ Foscari ed è sul web da oltre vent’anni.
Servizi di questo progetto: Siti web e software su misura, Comunicazione e design.