Una rete di istituzioni e i suoi insegnanti
Chi c'è nella rete
Artsystem, società veneziana che dal 2007 lavora con musei e luoghi della cultura, commissiona il logo per conto della rete di Edu Day. Nel 2020 la rete riunisce quindici istituzioni: fondazioni come la Querini Stampalia e la Fondazione di Venezia, spazi espositivi come Palazzo Grassi e Ocean Space, i servizi educativi del Comune di Venezia, i Musei Civici di Treviso.
Ognuna ha un marchio riconosciuto, dei colori e un pubblico propri, e nessuna può prevalere sulle altre. La rete si descrive con una frase sola: «Ci accomuna soltanto l'appartenenza alla Regione Veneto». Il logo comune deve quindi parlare una lingua che nessun membro possiede già.
A chi parla il logo
Edu Day si rivolge agli insegnanti, dalla scuola dell'infanzia alle superiori: sono loro a scegliere quali laboratori e quali visite portare in classe. Il logo deve appartenere al mondo della scuola ed essere credibile accanto ai marchi di fondazioni e musei d'arte contemporanea, senza scivolare nel disegno per bambini.
Deve anche funzionare nelle mani di chi non fa il grafico: gli uffici didattici lo usano su lettere, newsletter e inviti, e sulla piattaforma con i programmi di tutte le istituzioni. Serve un'idea che si capisca al primo sguardo, senza nessuno a spiegarla.

Un oggetto che ogni insegnante conosce, e che non appartiene a nessun museo.
Toy Story e i cubi dell'alfabeto
Toy Story esce nel 1995 ed è il primo lungometraggio animato fatto interamente al computer. Lo produce Pixar, lo studio nato nel 1986 quando Steve Jobs, cofondatore di Apple, compra da George Lucas la divisione di computer grafica di Lucasfilm. Nei titoli di coda del film Jobs compare come produttore esecutivo, accanto a Ed Catmull.
Per chi è cresciuto negli anni Novanta è uno dei film dell'infanzia, e nella memoria resta anche lo sfondo: la cameretta di Andy, dove fra un'avventura e l'altra dei giocattoli ricorrono i cubi di legno con le lettere.
Dal film alla scuola
I bambini toccano i cubi dell'alfabeto, li impilano, li fanno cadere, e intanto imparano a leggere. Per un insegnante sono l'immagine più immediata del primo apprendimento, e non appartengono a nessuna istituzione della rete: per questo possono rappresentarle tutte.
Ogni cubo porta una lettera di EDU. La E è ruotata, come un cubo appena posato sulla fila: è il gesto che trasforma una sigla in un gioco, e dà alla lettura il suo punto d'inizio.

All'ingresso del Centro Candiani, a Mestre, il logo torna a essere un cubo: un totem di cartone a incastro, alto quanto una persona.
La costruzione del logo
Tre moduli e un'eccezione
EDU nasce da tre moduli quadrati identici, con gli angoli appena arrotondati e la lettera ricavata in negativo, come l'incisione su un cubo di legno. D e U poggiano sulla stessa linea di base, separate da un undicesimo del lato: abbastanza per leggere tre oggetti distinti, non tanto da perdere la parola.
La E è l'unico elemento fuori griglia: ruota di 12 gradi sulla linea di base, quanto basta per dare movimento senza togliere leggibilità. DAY è largo esattamente un modulo e si allinea al cubo centrale, così la parola trova il suo baricentro sotto la D.
I colori del logo
Quattro colori pieni
Blu, rosso, giallo e verde sono i colori delle costruzioni per l'infanzia, e insieme non ricordano il marchio di nessun membro della rete. Sono pieni, senza sfumature, e tengono distinti i moduli anche quando il logo è stampato in piccolo su un programma o su un badge.
#5580C0 · RGB 85 128 192#E8443B · RGB 232 68 59#F6B822 · RGB 246 184 34#35A856 · RGB 53 168 86L'arancione e il nero
Quando il colore è uno solo, il logo diventa arancione: nasce dal rosso della D e dal giallo della U, conserva il calore della versione principale e su fondo bianco è più leggibile del giallo. Il nero è per le fotocopie e le stampe a una tinta, che nella comunicazione con le scuole sono ancora la norma.


Il manuale d'uso del logo
Regole per chi non fa il grafico
Ogni anno il logo passa per decine di mani: uffici didattici, uffici stampa, tipografie. Il manuale raccoglie in poche pagine le regole che lo tengono riconoscibile: lo spazio da lasciare libero intorno, pari a metà cubo, le dimensioni minime per la stampa e per lo schermo, la versione giusta per ogni supporto e gli usi da evitare.





Il logo a ogni edizione, dal 2020
Sette edizioni, lo stesso segno
Ogni settembre Edu Day si tiene a Mestre, fra il Chiostro di M9 Museo del '900, il museo che coordina la giornata, e il Centro Culturale Candiani. Il logo apre le pagine dell'evento sui siti di M9, di Artsystem e del Comune di Venezia, e i materiali dei partner.
Nel frattempo la rete è passata da quindici a trentacinque istituzioni. Il logo è rimasto lo stesso: una rete che cresce aggiunge nomi, non cambia alfabeto.
- 20207 settembre in presenza, 8 e 9 onlineCentro Candiani e Chiostro M9, Mestre23 istituzionim9museum.it
- 20216 settembre in presenza, 7 su ZoomChiostro M9 e Centro Candianioltre 20 istituzionim9museum.it
- 20225 settembreChiostro M9 e Centro Candianioltre 20 istituzionim9museum.it
- 20234 settembreChiostro M9 e Centro Candianioltre 30 istituzionim9museum.it
- 20242 settembreChiostro M9 e Centro Candianioltre 30 istituzionim9museum.it
- 20253 settembreChiostro M9 e Centro Candianioltre 35 istituzionim9museum.it
- 20263 settembreChiostro M9 e Centro Candiani35 istituzionim9museum.it
Domande frequenti
Chi ha disegnato il logo di Edu Day?
Il logo di Edu Day è di Andrea Frison, designer e sviluppatore a Venezia. L'ha disegnato nel 2020 per Artsystem, per conto della rete di musei, fondazioni e servizi educativi del Veneto che organizza la giornata.
Perché il logo usa i cubi dell'alfabeto?
I cubi dell'alfabeto sono un oggetto che ogni insegnante riconosce e che non appartiene a nessuna istituzione della rete. Così il logo parla al mondo della scuola senza somigliare al marchio di un museo in particolare.
Quali versioni del logo esistono?
Tre: a colori, con la E blu, la D rossa, la U gialla e DAY verde; arancione, per i supporti a un colore solo; nera, per le fotocopie e la stampa a una tinta. Il manuale d'uso indica quale usare su ogni supporto.
Dove si svolge Edu Day?
A Mestre, ogni settembre, fra il Chiostro di M9 Museo del '900 e il Centro Culturale Candiani. È rivolto agli insegnanti delle scuole di ogni ordine e grado.
Chi ha progettato
Andrea Frison progetta e sviluppa siti web, app e identità visive. Vive a Venezia in centro storico, è laureato in Informatica a Ca’ Foscari e lavora da oltre vent’anni con aziende e istituzioni del Nord Est.