Il progetto
Il disco è pronto, mancano i video
Furio fa musica dal 1984: con i Pitura Freska ha portato il reggae in veneziano fino al Festival di Sanremo, con gli Ska-J ha pubblicato quattordici dischi. A gennaio 2016 registra al Waterland di Venezia il primo album tutto suo, dieci brani scritti e cantati da lui, con la produzione artistica di Gianluca Ballarin.
Il disco è pronto prima che la campagna cominci, e la raccolta non serve a pagare lo studio o la stampa, ma i videoclip: per un disco nuovo sono il modo principale di farsi conoscere in rete. In Italia un videoclip indipendente costa in media fra 300 e 500 euro, troppo pochi per riprese e montaggio fatti bene. Furio vuole spendere di più per ciascuno, e l'obiettivo minimo, 4.000 euro, copre due video; ogni traguardo successivo ne paga un altro.
Otto mesi da campaign manager
Il progetto dura da gennaio ad agosto, e mette insieme molte persone: Furio e i suoi musicisti, il fotografo Fabio Bressanello, il grafico Lorenzo Bjorn Silvestri, i registi dei videoclip, l'ufficio stampa, gli sponsor. Andrea Frison tiene le fila di tutto: decide con Furio la strategia e i tempi, coordina i materiali, cura regia, riprese e montaggio dei video di aggiornamento, segue i social e lancia il nuovo sito.
- GennaioStrategia e piano della campagna
- FebbraioMateriali e video di lancio
- Marzo, aprileSessanta giorni di raccolta
- MaggioOnline il nuovo marcoforieri.com
- GiugnoEscono il disco e il primo videoclip
- EstateIl tour, una ventina di date
La strategia
Un obiettivo minimo alla portata
Chi contribuisce sa fin dalla prima riga a cosa servono i soldi: i videoclip, non il disco. L'obiettivo minimo, 4.000 euro, è scelto perché sia alla portata già nelle prime settimane. Superata quella soglia, la campagna annuncia i traguardi successivi, 6.000 e poi 8.000 euro, e ognuno vale un videoclip in più.
L'idea: mettersi a nudo
La campagna si chiama "Furio nudo per il primo album da solista e videoclip". Dopo trent'anni passati a suonare in due band, il primo disco a suo nome è un modo di esporsi, e il titolo lo dice con l'ironia di Furio. Le foto della campagna lo ritraggono in bianco e nero, a torso nudo. La stessa grafica, con il logo FURIOLOGY su tre righe come un'insegna, resta identica dalla campagna alla copertina del disco, ai manifesti del tour e alle magliette.
Anche i giornali lo notano: il giorno dell'uscita il Gazzettino apre la recensione proprio da lì, scrivendo che Furio «si è messo a nudo» e che «ci è quasi riuscito nella campagna promozionale e nell'immagine di copertina».


Le ricompense
Dal download al concerto privato
Su Musicraiser chi sostiene una campagna sceglie una ricompensa in cambio del contributo. Furiology ne offre quarantaquattro, da 8 a 2.200 euro: alla base il disco, in digitale, in CD autografato oppure insieme alla maglietta; poi i cimeli di trent'anni di carriera, ormai fuori commercio, come i vinili dei Pitura Freska, la maglietta originale di Sanremo '97 e un poster firmato da tutta la band. I vinili finiscono in tre giorni.
Più in alto ci sono le esperienze con Furio: un giro di ombre per i bacari, una passeggiata per le calli nascoste di Venezia, un'uscita in sandolo o in mascareta per due persone, con Furio ai remi, una cena cucinata da lui a casa di chi la sceglie, fino al concerto privato con otto musicisti.
Gli sponsor nei manifesti
Per le aziende ci sono due ricompense dedicate: sponsor della campagna, con il logo sui manifesti del tour, e sponsor dei video, con il logo nei titoli di coda. Il Chiosco da Max di Jesolo, Cantina Arnaldi e il Jamrock Festival di Vicenza sostengono la campagna, e i loro loghi accompagnano Furiology per tutta l'estate, dalle locandine dei concerti alle pagine degli eventi su Facebook.
L'obiettivo era 4.000 euro. La campagna ne raccoglie 7.886.
I video e i social
Cinque video durante la raccolta
Per tenere viva l'attenzione nei sessanta giorni, la campagna punta sui video. Dopo quello di lancio, girato da Giovanni Pellegrini, Andrea Frison realizza con Furio cinque aggiornamenti: il decimo giorno, il ventesimo, il primo mese, gli ultimi quindici giorni e la chiusura. Ognuno dura circa un minuto e racconta a che punto è la raccolta con una scenetta: Furio rema in barca fino al Canal Grande, fa il cuoco per la cena a casa di un sostenitore, legge il giornale e conta i soldi che mancano.
Il tono è quello di Furio, comico e veneziano. Ogni video si chiude con l'invito a contribuire, come uno spot, e poi con i titoli di coda: «riprese e montaggio: Andrea Fritz Frison».





Ogni pezzo unico ha la sua notizia
Fra un video e l'altro la campagna pubblica quattordici aggiornamenti su Musicraiser, rilanciati sui social. Ogni pezzo unico venduto è annunciato con il nome di chi l'ha comprato, come nella serie dedicata alle magliette sudate dei Pitura Freska, e chi segue la campagna vede arrivare altri sostenitori.
I risultati
Il doppio dell'obiettivo
Nella prima settimana la campagna arriva a 2.000 euro, entro il 12 aprile ha superato l'obiettivo, e alla scadenza, il 30 aprile, il contatore segna 7.886 euro. Fra i sostenitori ci sono fan cresciuti con i Pitura Freska, aziende venete e persone che seguono Furio dalla Germania e dall'Australia.
Su un obiettivo di 4.000 euro, in sessanta giorni.
Quasi il doppio della cifra minima.
Dall'Italia, dalla Germania e dall'Australia.
Dalla raccolta al disco
Il 3 giugno Furiology esce, e poche settimane dopo arriva il primo videoclip pagato dalla campagna: Orietta Berti, girato a Forte Marghera da Riccardo Castelli e Giovanni Pellegrini. Il brano diventa il tormentone veneto dell'estate 2016, trasmesso anche dalle radio nazionali; Internazionale lo mette nella sua playlist della settimana, e il disco è fra i candidati alla Targa Tenco come album in dialetto. Dal 21 giugno il CD si trova anche in edicola con la Nuova di Venezia e Mestre.


Il nuovo marcoforieri.com
A maggio, un mese prima del disco, apre il nuovo marcoforieri.com, con il CD e la maglietta in vendita e le date del tour; da allora il sito accompagna ogni progetto di Furio. Il caso di marcoforieri.com racconta come è cresciuto negli anni, con il logo, il calendario dei concerti e l'archivio dei Pitura Freska e degli Ska-J.
Domande frequenti
Chi è stato il campaign manager della raccolta di Furiology?
Andrea Frison, designer e sviluppatore a Venezia, è stato nel 2016 il campaign manager della raccolta di Furiology su Musicraiser: strategia e calendario con Marco Furio Forieri, materiali, video di aggiornamento, social e il nuovo sito marcoforieri.com.
Quanto ha raccolto la campagna di Furiology?
7.886 euro in sessanta giorni, il 197 per cento dell'obiettivo minimo di 4.000 euro, sostenuta da più di ottocento persone. La campagna si è chiusa il 30 aprile 2016.
A cosa servivano i fondi raccolti?
Ai videoclip. Il disco era già registrato, e la campagna chiedeva i soldi per girare almeno due video. Il primo è Orietta Berti, uscito a fine giugno 2016 e girato a Forte Marghera.
Che ricompense offriva la campagna?
Quarantaquattro, da 8 a 2.200 euro: il disco in digitale e in CD, le magliette, i cimeli dei Pitura Freska, i dischi degli Ska-J, alcune esperienze con Furio a Venezia, dal giro in barca alla cena a casa, un concerto privato e due pacchetti per gli sponsor.
Chi ha progettato
Andrea Frison progetta e sviluppa siti web, app e identità visive. Vive a Venezia in centro storico, è laureato in Informatica a Ca’ Foscari e lavora da oltre vent’anni con aziende e istituzioni del Nord Est.
Servizi di questo progetto: Consulenza e strategia, Comunicazione e design, Siti web e software su misura.