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Una dashboard 3D per la sostenibilità di Ca' Foscari

Eco Foscari è un'interfaccia 3D progettata nel 2014 da Andrea Frison, Margherita Rossi e Matteo Scarpa per il corso di Interazione uomo-macchina di Ca' Foscari. Il cortile di Palazzo Foscari fa da dashboard: ogni dato sulla sostenibilità dell'ateneo prende la forma di un oggetto veneziano. Quando i consumi d'acqua calano, il pozzo si riempie; quando l'ateneo investe in ricerca, sul campanile la meridiana lascia il posto a un orologio digitale.

Cliente
Università Ca' Foscari Venezia, corso di Interazione uomo-macchina del prof. Fabio Pittarello
Cosa ho fatto
Concept, interfaccia e scena 3D, in gruppo con Margherita Rossi e Matteo Scarpa

Dieci impegni da rendere visibili

Il compito del corso

Nel 2014 Ca' Foscari divide il proprio impegno per la sostenibilità in dieci ambiti, dalla governance alla mobilità, e per ognuno il Piano strategico di ateneo fissa obiettivi da raggiungere entro il 2018. Il corso di Interazione uomo-macchina, tenuto da Fabio Pittarello, chiede ai gruppi di studenti un'interfaccia che mostri a che punto è l'ateneo in ogni ambito, e che spinga studenti e personale a scelte più attente all'ambiente, in università e fuori.

I dati ci sono già. Per ogni ambito un archivio online del corso raccoglie i valori mese per mese, dal 2010 al 2012: l'acqua e l'energia consumate, la quota di documenti digitali, i rifiuti riciclati, i fondi per la ricerca, gli spostamenti con mezzi sostenibili. Bisogna però renderli comprensibili anche a chi non è abituato a leggere una tabella.

Una città con regole proprie

A Venezia la raccolta dei rifiuti si fa porta a porta, a orari fissi; persone e merci viaggiano in barca o a piedi, e le forniture di negozi e scuole arrivano su carretti spinti a mano. Per questo nella scena la mobilità è fatta di barche e non di auto, e la raccolta differenziata di cestini in un campo.

Chi vede un pozzo quasi vuoto capisce il problema prima di leggere un numero.

Una scena al posto dei grafici

Perché il cortile di Ca' Foscari

Il gruppo si chiama Veneziani DOC: tre studenti che vivono a Venezia. Scelgono il cortile di Palazzo Foscari, la sede storica dell'ateneo sul Canal Grande, e lo reinterpretano aggiungendo quello che serve perché chiunque riconosca la città: il campanile, il canale con le barche, il pozzo al centro del cortile.

La scena intera a metà strada: Rettore in giallo alla finestra, orologio a lancette sul campanile, pozzo a metà, due tavoli alla mensa, taxi e gondola nel canale

Le immagini ricostruiscono la scena del 2014 in uno stile nuovo; oggetti e stati sono quelli del progetto.

Un oggetto per ogni ambito

Eco Foscari mostra i dati attraverso una metafora: ogni ambito ha la sua figura nella scena, con tre stati, dal peggiore al migliore, come le tre luci di un semaforo. Il dato non compare come barra o percentuale, ma come un cambiamento della scena: quando cresce la mobilità sostenibile, per esempio, il taxi lascia il canale alla gondola e al vaporetto.

  • Il Rettore alla finestra con la toga rossaIl Rettore alla finestra con la toga giallaIl Rettore alla finestra con la toga verde
    GovernanceIl Rettore, con la toga rossa, gialla o verde
  • La mensa all'aperto con un tavoloLa mensa all'aperto con due tavoliLa mensa all'aperto con tre tavoli
    StudentiLa mensa all'aperto, con uno, due o tre tavoli
  • La scrivania con uno sgabelloLa scrivania con una sediaLa scrivania con una poltrona
    PersonaleLa seduta alla scrivania: sgabello, sedia o poltrona
  • Tre scatoloni di cartone alla porta del palazzoUno scatolone verde e due di cartone alla porta del palazzoTre scatoloni verdi alla porta del palazzo
    Supply chainGli scatoloni delle forniture, verdi quando l'acquisto è responsabile
  • Il lampione con la luce rossaIl lampione con la luce giallaIl lampione con la luce verde
    EnergiaIl lampione, con la luce rossa, gialla o verde
  • La vera da pozzo quasi vuotaLa vera da pozzo piena a metàLa vera da pozzo piena
    AcquaIl livello dell'acqua nel pozzo
  • Il solo cestino grigio dell'indifferenziataIl cestino grigio e quello blu della cartaIl cestino grigio, quello blu della carta e quello verde del vetro
    RifiutiI cestini: l'indifferenziata, poi la carta, poi il vetro
  • Un albero nell'aiuolaDue alberi nelle aiuoleCinque alberi nelle aiuole
    MaterialiGli alberi del cortile, che aumentano con la carta risparmiata
  • Nel canale solo un taxi di legnoNel canale un taxi e una gondola con il gondoliereNel canale una gondola e un vaporetto
    MobilitàLe barche nel canale: il taxi, poi la gondola, poi il vaporetto
  • Una meridiana sul campanileUn orologio a lancette sul campanileUn orologio digitale sul campanile
    InnovazioneSul campanile: la meridiana, l'orologio a lancette o il display

Oggetti veneziani

Gli oggetti seguono una logica che chi vive in città legge subito. Per secoli i pozzi hanno raccolto l'acqua piovana in cisterne sotto i campi, ed erano la principale riserva d'acqua dolce della città: un pozzo pieno è una buona notizia. Il vaporetto, che è un trasporto pubblico, e la gondola, che va a remi, prendono il posto del taxi privato. Sul campanile la meridiana lascia il posto all'orologio a lancette e poi al display digitale, una tecnologia che ne sostituisce un'altra, come la ricerca che l'ambito dell'innovazione finanzia.

Gli ambiti che riguardano le persone hanno oggetti di uso quotidiano: i tavoli della mensa per i servizi agli studenti, la seduta alla scrivania per le condizioni di lavoro del personale. La governance è l'unico ambito con una persona in scena: il Rettore, alla finestra del piano nobile.

Quasi ogni cambiamento passa per il colore, come per il Rettore, il lampione e gli scatoloni, o per la quantità, come per i tavoli, i cestini, gli alberi e le barche; il pozzo, la seduta e il campanile cambiano invece livello o forma. Colore e quantità sono due degli attributi che gli studi sulla percezione chiamano preattentivi, perché l'occhio li coglie in una frazione di secondo, prima che lo sguardo si fermi su un punto. Per questo basta un'occhiata per leggere la scena intera; i numeri sono nella scheda di ogni ambito.

Dal dato al giudizio

Come un valore diventa un giudizio

Ogni ambito è legato a una o più serie di valori, e la governance ne mette insieme tre. Per l'anno scelto l'interfaccia ricava il valore annuo dai dati mensili, lo confronta con due soglie fissate per quell'ambito e ne ricava uno dei tre giudizi: scarso, discreto o ottimo. Per acqua ed energia la scala è rovesciata, perché meno si consuma, meglio è. La scena si ricompone solo quando tutti e dieci gli ambiti hanno il loro dato, così la scena non mescola mai oggetti di due anni diversi.

La navigazione

Dalla scena intera al dettaglio

All'avvio l'interfaccia mostra la vista d'insieme del cortile. In alto una barra elenca i dieci ambiti, con il tasto Home; in basso un menu serve a scegliere l'anno, e con l'anno cambiano i dati e quindi la scena. Un clic su un ambito, nella barra o direttamente nella scena, avvicina l'inquadratura all'oggetto, e accanto compare una scheda con il nome dell'ambito, il dato numerico, il giudizio e una breve spiegazione. Home riporta alla vista d'insieme da qualsiasi punto.

Ogni ambito ha un'inquadratura propria, salvata nella scena, così il dettaglio appare sempre dallo stesso punto di vista. Se l'anno cambia mentre una scheda è aperta, la scheda si aggiorna con i valori nuovi senza chiudersi.

La scena intera nello stato peggiore: Rettore in rosso, meridiana sul campanile, pozzo quasi vuoto, un solo tavolo, uno sgabello, un taxi nel canale

Il 3D dentro la pagina

La scena è scritta in X3D, lo standard ISO per la grafica 3D sul web, e mostrata con X3DOM, una libreria JavaScript che inserisce i modelli 3D nell'HTML e li disegna con WebGL, senza plugin da installare. Ogni oggetto è un file a sé, caricato nella scena solo quando il dato lo richiede: il vaporetto, per esempio, compare soltanto quando la mobilità raggiunge il livello più alto. A ogni cambio d'anno la scena toglie i modelli dello stato precedente e carica quelli nuovi, quindi il browser tiene in memoria solo quello che compare sullo schermo.

Dodici anni dopo Andrea Frison usa di nuovo dati e 3D per Venezia in miniVenice, la mappa 3D in tempo reale di vaporetti, bus e tram.

Domande frequenti

Cos'è Eco Foscari?

Eco Foscari è un'interfaccia 3D che mostra lo stato della sostenibilità di Ca' Foscari nei dieci ambiti del Piano strategico di ateneo. Al posto dei grafici usa gli oggetti di un cortile veneziano, ognuno con tre stati, dal peggiore al migliore.

Chi ha progettato Eco Foscari?

Andrea Frison, Margherita Rossi e Matteo Scarpa, studenti di Informatica a Ca' Foscari, per il corso di Interazione uomo-macchina del prof. Fabio Pittarello, nell'anno accademico 2013/14.

Quali dati mostra Eco Foscari?

I dati dei dieci ambiti del Piano strategico di Ca' Foscari, dal 2010 al 2012: fra gli altri, l'acqua e l'energia consumate, la quota di documenti digitali, i rifiuti riciclati, i fondi per la ricerca e gli spostamenti con mezzi sostenibili. Ogni valore annuo diventa un giudizio, scarso, discreto o ottimo, e quindi uno dei tre stati dell'oggetto.

Con quale tecnologia è fatta la scena 3D?

Con X3D, lo standard ISO per il 3D sul web, e X3DOM, una libreria JavaScript che permette di descrivere la scena dentro l'HTML e la disegna con WebGL, nel browser e senza plugin.

Chi ha progettato

Andrea Frison progetta e sviluppa siti web, app e identità visive. Vive a Venezia in centro storico, è laureato in Informatica a Ca’ Foscari ed è sul web da oltre vent’anni.

Servizi di questo progetto: Siti web e software su misura, Comunicazione e design.

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