Uno studio veneziano dal 1972
La continuità come metodo
A Venezia ogni progetto parte dall'esistente: edifici storici, vincoli di tutela e procedure che non ammettono scorciatoie. Girello Architetti ci lavora dal 1972, dalla sede di San Marco, e i suoi cantieri attraversano la città: il restauro dell'Hotel Riva a Castello, il consolidamento di Palazzo Morosini Venier a Dorsoduro, la copertura del campanile del Santissimo Salvatore, le diciassette unità di Palazzo Molin del Cuoridoro, i trentadue alloggi nell'ex convento delle Agostiniane a Murano.
Il progetto porta con sé le pratiche con la Soprintendenza, la direzione lavori, la valutazione economica e le soluzioni tecniche su misura, come il prototipo di impianto fotovoltaico che la Soprintendenza ha approvato per un tetto di San Polo. Nel 2026 Archi & Interiors inserisce lo studio fra i venticinque migliori studi di architettura della città.
«La sua autorevolezza nasce dalla continuità.»
Archi & Interiors, 2026
Il segno di Renato Girello
Lo smusso, la mensola, la trave
Prima di essere un logo, il segno è un dettaglio del mestiere. Renato Girello lo disegna come un quadrato con un angolo scavato da un arco di cerchio, con due piccoli gradini alle estremità della curva, e lo stesso profilo ricorre nei progetti dello studio: lo smusso sullo spigolo di un tavolo, il profilo di una mensola, la coppia di mensole che sotto una trave ne raccoglie il peso, come un piccolo capitello.
È un segno nato per il legno e la pietra, disegnato a mano e senza misure fisse. Il lavoro di Andrea Frison è dargli una regola geometrica, perché resti identico su una tavola in scala, su un biglietto da visita e nell'icona di una scheda del browser.
Quindici moduli
Il segno è ridisegnato su una griglia di quindici moduli per lato. Un modulo è lo spessore della cornice, la distanza fra cornice e segno, l'altezza dei due gradini e il tratto dritto prima e dopo la curva. La curva parte da un cerchio di sette moduli con il centro su un incrocio della griglia, e si tende appena oltre, come una superellisse: scava l'angolo un po' più a fondo, e la curva risulta più tesa.
La cornice chiude il segno come il riquadro di una tavola chiude il disegno, con un bordo netto su qualunque fondo. La griglia serve anche in piccolo: a 15, 30 o 45 pixel ogni modulo cade su pixel interi, e l'icona nella scheda del browser resta nitida invece di sfumare.
Sui supporti dello studio
Un architetto firma soprattutto tavole: il logo va nel cartiglio, il riquadro in basso a destra con il nome dello studio, il progetto, la scala e la data. Lì compare accanto a righe sottili e testi piccoli, stampato in bianco e nero, spesso ridotto; per questo il segno è pieno e la cornice ha lo spessore di un tratto deciso.
Sui biglietti da visita il logo si affianca al nome su due righe, Studio e Girello Architetti, nello stesso grottesco del sito: in bianco sull'azzurro polvere degli intonaci veneziani, in nero sulla carta bianca.

La stessa regola vale per le relazioni tecniche, la carta intestata e le pratiche. In negativo, con la cornice piena e il segno scavato, il logo diventa l'icona del sito.
PositivoIl logo sul fondo chiaro di tavole, carta e sito.
Su fondo scuroIn bianco, per le tavole a colori e le fotografie.
In piccoloA 15, 30 e 45 pixel ogni modulo è un pixel intero. Nella scheda del browser, in negativo.
Il sito web
Una pagina sola, come una tavola
Il sito è una pagina sola. La home apre sulla cupola della Salute, con il nome dello studio in grande e una riga in corsivo, e scorre verso lo studio, i progetti e i servizi. A sinistra una barra sottile tiene il logo e il nome in verticale, sempre visibile, come il margine rilegato di una tavola.
Due caratteri si dividono il lavoro: un grottesco per i nomi e le informazioni, un Garamond corsivo per le frasi dello studio, il registro di chi scrive a mano sui disegni.

I progetti come schede tecniche
Ogni progetto si apre in una scheda con i dati che un architetto cerca per primi: luogo, anno, progettisti, collaboratori, committenza, tipo di intervento e destinazione d'uso. È il cartiglio portato sullo schermo: informazioni brevi, sempre nello stesso ordine, accanto a una fotografia.


Un sito che cresce con lo studio
La consulenza
Il sito non è un lavoro chiuso. Da quando è online si è allargato insieme allo studio: più progetti, più persone, una pagina Contatti con il modulo, il riconoscimento di Archi & Interiors messo in evidenza nella prima schermata. Andrea Frison segue lo studio anche oltre il sito: posizionamento su Google, contenuti, strumenti.
Le ricerche su Google
Chi cerca un architetto a Venezia trova lo studio nella prima pagina di Google. Negli ultimi dodici mesi la home ha ricevuto più di undicimila apparizioni nelle ricerche, e i clic da Google sono più che raddoppiati fra l'estate 2025 e l'estate 2026.
La ricerca con più apparizioni per lo studio, fatta senza il suo nome.
Da maggio a luglio 2026, rispetto agli stessi mesi del 2025.
La home nei risultati di Google, fra settembre 2025 e settembre 2026.
Domande frequenti
Chi ha realizzato il sito di Studio Girello?
Il sito studiogirello.com è di Andrea Frison, designer e sviluppatore a Venezia: progetto, tema WordPress su misura, ridisegno del logo e consulenza continua sullo studio e sulle sue ricerche.
Il logo è nuovo?
No. Il segno è quello di Renato Girello: un quadrato con un angolo scavato da un arco di cerchio. Andrea Frison l'ha digitalizzato su una griglia di quindici moduli, gli ha dato una cornice e l'ha adattato ai supporti dello studio: tavole, documenti, sito e icona del browser.
Che cosa rappresenta il segno?
Un dettaglio del mestiere: lo stesso profilo che lo studio usa per lo smusso di un tavolo, per una mensola, per l'elemento che sostiene una trave. Un segno di bottega, prima che un logo.
Chi aggiorna il sito?
Lo studio, dal pannello di WordPress: ogni progetto è una scheda con fotografia, luogo, anno, progettisti, committenza e intervento, e compare da solo nella griglia dei progetti.
Chi ha progettato
Andrea Frison progetta e sviluppa siti web, app e identità visive. Vive a Venezia in centro storico, è laureato in Informatica a Ca’ Foscari e lavora da oltre vent’anni con aziende e istituzioni del Nord Est.