Portfolio

Sito web di uno studio fotografico a Venezia e del suo blog di reportage

Altripiani è lo studio fotografico di Giacomo Frison e Glorija Blazinšek a Venezia: matrimoni nei palazzi della città, eventi per Bloomberg e Omega, campagne per Pinarello. È nato nel 2015 come progetto di fotografia, alpinismo e ricerca culturale, e da allora Andrea Frison ne cura tutta la presenza online: strategia, progetto e sviluppo dei siti, hosting e consulenza. Nel 2023 lo studio e il reportage sono diventati due siti, con una scelta presa insieme, perché ormai comunicavano con linguaggi diversi.

Cliente
Altripiani, studio fotografico a Venezia
Cosa ho fatto
Strategia digitale, architettura dei contenuti, design e sviluppo

Fotografia, alpinismo e ricerca

Altripiani tiene insieme fotografia, alpinismo e ricerca culturale, antropologica e linguistica, con l'intento di tracciare sentieri nuovi: linee che non vanno da una città all'altra, ma attraversano lentamente catene montuose e piccoli villaggi in cerca di volti e memorie. Il nome viene da un gioco di parole, perché il viaggio passa da un altopiano all'altro e lungo la strada i piani cambiano di continuo. Giacomo e Glorija percorrono le montagne a piedi, con la tenda sulle spalle, seguono i crinali invece dei confini e si orientano con vecchie carte che conservano i nomi dei luoghi nella lingua di chi li abita. La prima linea andava dalla Turchia all'Iran attraverso Georgia e Armenia, dai monti del Kaçkar agli Elburz; poi sono venuti i Carpazi, dalla Polonia alla Bulgaria, l'Alto Atlante, le Ande e il Bangladesh. Ogni traversata diventa un racconto a puntate fatto di ritratti, storie e comunità isolate.

Giacomo Frison di profilo, con lo zaino sulle spalle, davanti a una valle chiusa da montagne innevate

In pochi anni il progetto si è fatto un nome nell'editoria di montagna e di viaggio. Nel 2015 è arrivata la prima mostra a Venezia e l'anno dopo un libro sulla linea dei Carpazi; i reportage sono usciti su Montagne360 del Club Alpino Italiano, su Skialper e The Pill Magazine, su Osservatorio Balcani e Caucaso e sulla rivista americana GoNOMAD, mentre AKU, Salewa, Carrera e IOMerino hanno accompagnato le spedizioni come partner tecnici. Il sito di quegli anni era prima di tutto un giornale di viaggio, scritto per chi seguiva una traversata dall'inizio alla fine.

Dai reportage ai matrimoni e agli eventi

Il modo di lavorare del reportage, discreto e attento a ciò che succede, senza metterlo in scena, ha attirato presto un'altra committenza. Coppie da tutto il mondo hanno cominciato ad affidare a Giacomo e Glorija i matrimoni nei palazzi veneziani, e marchi e istituzioni li hanno chiamati per eventi e campagne. Oggi lo studio firma matrimoni a Palazzo Polignac e alla Scuola Grande di San Rocco, eventi per Bloomberg alla Biennale e per Omega sul Canal Grande, campagne per Pinarello e Salewa, e i suoi servizi sono usciti su Vogue e sul Sole 24 Ore.

Per seguire questa crescita, nel 2019 il sito si è aperto ai servizi: matrimoni, eventi, convegni, musica e spettacoli sono entrati accanto alle storie di viaggio, nella stessa struttura e con lo stesso archivio. Per qualche anno la scelta ha funzionato bene, perché lo studio cresceva proprio grazie allo sguardo nato in viaggio, e mostrare insieme i servizi e i reportage spiegava da dove veniva il suo stile.

Un arco di pietra in un giardino veneziano al tramonto, e oltre l'arco gli invitati di un matrimonio
Una lunga tavola di nozze illuminata di notte in un giardino, vista dall'alto

Perché i siti sono diventati due

Con il tempo, però, i due progetti hanno cominciato a parlare in modo diverso. Lo studio si rivolge a una coppia che deve decidere a chi affidare il giorno del matrimonio, o a un'azienda che cerca un fotografo per un evento: chi arriva vuole vedere il lavoro, capire lo stile e chiedere un preventivo. Il reportage parla invece ai lettori che seguono una traversata per settimane, alle riviste di montagna e ai marchi outdoor, con testi lunghi, cartine e il tono di un diario di viaggio. Nello stesso sito le due voci si indebolivano a vicenda, e nessuna delle due raggiungeva davvero le persone a cui parlava.

Per questo nel 2023, con una decisione presa insieme allo studio, i due progetti si sono separati. È nato così Altripiani Travel, su travel.altripiani.org, con l'intero archivio dei reportage in italiano e in inglese e le cartine disegnate che introducono ogni regione. Il dominio principale è diventato il sito dello studio, essenziale e costruito intorno alle fotografie e alla richiesta di contatto.

Da allora ciascun sito parla con la propria voce. Lo studio presenta un'immagine coerente con la sua clientela. Travel conserva i lettori e le posizioni raggiunte nei motori di ricerca, continua a dialogare con le riviste e i marchi outdoor e racconta da dove viene lo sguardo che i clienti dello studio scelgono. I due siti si citano a vicenda: chi legge un reportage trova il collegamento allo studio, e chi arriva dallo studio può risalire ai viaggi da cui lo studio è nato.

I due siti affiancati: a sinistra la home dello studio con una festa di nozze in un palazzo veneziano, a destra Altripiani Travel con il ritratto di un venditore di tè in Bangladesh

Una home di sole fotografie

La home dello studio rinuncia a titoli e presentazioni. Le fotografie occupano tutto lo schermo e si alternano con un taglio netto, a ritmo serrato, perché una coppia sceglie il fotografo soprattutto guardando il suo lavoro. Anche i gesti vengono da un linguaggio che i visitatori conoscono già, quello delle storie sui social network: un tocco fa avanzare, una pressione prolungata ferma l'immagine. Non servono istruzioni né pulsanti, e l'attenzione resta sulle fotografie.

Il portfolio e le richieste

Il portfolio ha l'impaginazione di un volume fotografico: ogni lavoro è presentato come un servizio, con il luogo nel titolo e le immagini in sequenza. I titoli sono composti in EB Garamond e i testi in Scala Sans, su fondi bianchi e color carta, con una sola nota di terracotta.

La pagina Portfolio di altripiani.org: il titolo in EB Garamond, i filtri per categoria e i primi quattro lavori, fra cui un matrimonio a Palazzo Polignac e uno alla Scuola Grande di San Rocco

Il modulo di contatto cambia con il tipo di richiesta. Per un matrimonio chiede subito data, luogo, numero di invitati e profilo Instagram della coppia, così la prima risposta dello studio può essere già un preventivo. Le fotografie circolano anche ben oltre il sito, su Pinterest, negli articoli e nelle ricerche per immagini: per questo ogni immagine delle gallerie contiene nei metadati autore, copyright e licenza, insieme alla pagina da cui richiederne l'uso. Google Immagini mostra queste informazioni accanto all'anteprima, così chi trova una foto altrove può risalire allo studio.

Una collaborazione dal 2015

Dal primo blog del progetto al sito dello studio, Andrea Frison ha progettato, sviluppato e gestito ogni versione di Altripiani, e ha affiancato Giacomo e Glorija nelle scelte che hanno accompagnato la crescita: il posizionamento, l'organizzazione dei contenuti e i tempi dei cambiamenti. La separazione del 2023 ne è l'esempio più chiaro, perché è nata da una lettura comune di come lo studio e il reportage erano cambiati.

Domande frequenti

Chi ha realizzato il sito di Altripiani?

Andrea Frison, sviluppatore di siti web e web app a Venezia. Segue Altripiani dal 2015: strategia digitale, architettura dei contenuti, progetto e sviluppo dei due siti, hosting e consulenza, compresa la nascita di Altripiani Travel nel 2023.

Perché Altripiani ha due siti?

Perché lo studio e il reportage avevano sviluppato due linguaggi diversi, per persone diverse. Il sito dello studio accompagna chi cerca un fotografo fino alla richiesta di preventivo; Altripiani Travel raccoglie l'archivio dei reportage, parla a lettori, riviste e marchi outdoor e racconta l'origine dello sguardo dello studio. La separazione è stata decisa nel 2023 insieme allo studio.

Conviene separare un blog dal sito di un'attività?

Conviene quando i due progetti si rivolgono a persone diverse e hanno bisogno di un linguaggio, di percorsi e di obiettivi diversi. Finché parlano alle stesse persone con lo stesso obiettivo, un unico sito resta la soluzione più efficace.

Perché la home dello studio non ha testo?

Perché chi sceglie un fotografo guarda prima di tutto il suo lavoro. La home mostra soltanto fotografie, con i gesti delle storie sui social network: un tocco per avanzare, una pressione prolungata per fermarsi su un'immagine.

Chi ha progettato

Andrea Frison progetta e sviluppa siti web, app e identità visive. Vive a Venezia in centro storico, è laureato in Informatica a Ca’ Foscari ed è sul web da oltre vent’anni.

Servizi di questo progetto: Siti web e software su misura, Consulenza e strategia.

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